Classifica finale Manga più venduti nel 2013 in Giappone!

Fine anno e come di consueto tempo di bilanci! Da pochissime ore è uscita la classifica definitiva dei manga più venduti quest’anno, ovviamente prendendo in considerazione il mercato più importante in assoluto, ovvero quello del Giappone.
Prima di vedere la classifica generale possiamo passare al commento dei primissimi posti: non c’è nulla da fare, per il quinto anno consecutivo One Piece è il manga più venduto! 
Certo, chiunque sia aggiornato fa presto a dire che fosse una notizia scontata, ma chi segue le vicende del Sol Levante sa una cosa, che anche su questo sito ho ripetuto più volte, questo è stato l’anno dei titani:  Shingeki no Kyojin è arrivato dietro solo per poco più di due milioni di vendite. Questo è un dato incredibile, da quando One Piece ha il primo posto mai nessun manga si era avvicinato tanto al capolavoro di Eichiro Oda; ovviamente complice il successo immenso ed inaspettato dell’anime, infatti dalla prima proiezione di Giugno (ovvero con l’anime ancora nelle primissime battute) ad oggi Shingeki ha guadagno più di 11 milioni di copie.
Ancora più strabiliante la classifica per singoli volumi venduti all’anno: i primi quattro posti tutti coperti da One Piece e, ovviamente, dal quinto al quindicesimo invece solamente il capolavoro di Isayama! Solo 2 manga per i primi quindici posti…. che dire, un binomio a dir poco meraviglioso.
Quii di seguito la classifica completa, ottenuta grazie ad Anime News Network:
Da sottolineare il grande successo di Terra Formars (prossimamente una recensione su questo sito) e l’assurdo declino di Bleach, lontanissimo dai fasti di un tempo, con Kubo che non è riuscito più a dare la spinta degli anni passati, forse complice anche la mancanza dell’anime. Si conferma con un ottimo quinto posto Naruto, tanto per citare un manga molto caro al pubblico italiano, seguito da Silver Spoon altra opera di pregievole fattura creato dalla madre di Full Metal Alchemist… che dire, impossibile soffermarci su chiunque!
Quindi “finisce” il 2013 in un certo senso, un anno che ha regalato una grandissima conferma ma una, altrettanto, grandissima sorpresa che nessuno si sarebbe aspettato 12 mesi fa.
Cosa ci aspetterà nel 2014 è impossibile da predire, magari Terra Formars e Silver Spoon avranno ancora più successo, oppure uscirà una nuova serie che cambierà il panorama mondiale, un po’ come è successo quest’anno.
In ogni caso davvero un anno molto interessante, abbiamo ancora tantissimo da leggere!
 Alex Ziro

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News Anime e Manga (28\10\13 – 02\11\13)

One Piece ha venduto 300 milioni di copie con il suo volume 72: Record senza precedenti 
– Buona notizia per i fan di Sayonara Zetsubou-sensei, il suo autore Kouji Kumeta pubblicherà a breve un nuovo manga intitolato Sekkachi Hakushaku to Jikan Dorobou 
I cavalieri dello Zodiaco Overture – Il capitolo del regno dei Cieli, questo è il nome del quinto film della saga, che verrà portato in Italia grazie alla distribuzione della Yamato Video in collaborazione con la catena cinematografica The Space 
– Annunciato il doppiaggio italiano per gli anime Sword Art Online e Steins;Gate
 
CAST STEINS;GATE 
Rintaro Okabe: David Chevalier 
Mayuri Shiina: Eva Padoan 
Itaru Hashida: Paolo Vivio 
Kurisu Makise: Rachele Paolelli 
Moeka Kyryuu: Laura Lenghi
Feyris Nyannyan: Emanuela Ionica 
Suzuha Amane: Valentina Favazza 
Ruka Urushibara: Giulia Tarquini 
Tennouji Yuugo: Roberto Draghetti 
CAST SWORD ART ONLINE 
Kirito: Alessio De Filippis 
Asuna: Francesca Manicone
– Termina il manga No. 6, la fine del manga shojo di Atsuko Asano è segnalata per il 28 Novembre 
– Riprende Orange, il manga di Ichigo Sakano, che precedentemente aveva annunciato il suo ritiro dal mondo dei manga, per poi ripensarci repentinamente 
– Annunciato il live action per Silver Spoon, manga di grande successo di Hiromu Arakawa, già autrice del capolavoro Fullmetal Alchemist.. Per Silver Spoon si tratta dell’ennesimo successo dopo il già avvenuto annuncio dell’anime.
Cristopher McQuarrie (Oscar come miglior sceneggiatura originale nel 1996) è stato scelto per  scrivere la sceneggiatura di Star Blazers, nome americano dello storico anime degli anni 70 Space Battleship Yamato, creato da Yoshinobu Nishizaki e Leiji Matsumoto
– Ai Kobe Anime Awards  conferito premio alla carriera al sommo Maestro Hayao Miyazaki, a cui tutto il mondo deve tantissimo

– Continua il successo irrefrenabile di Shingeki no Kyojin (cliccare per l’articolo su questo anime e manga): sempre nei Kobe Anime Awards ha vinto il premio come anime dell’anno e la prima opening “Guren no Yumiya” il premio di miglior canzone originale. Premiato anche come miglior film originale  Kotonoha no Niwa
Alex Ziro

Cosa amiamo degli shonen?

Disclaimer: I manga citati sono perlopiù presi come esempio, al loro posto potrebbero essere citati anche molti altri.
Cosa vuole il pubblico dei manga e degli anime? Potremmo perderci per ore a sciorinare tutte le differenze stilistiche che ci possono essere tra prodotti diversi: Yaoi o Yuri? Shojo oppure Ecchi? Chi non ha familiarità con questi termini ci sta capendo ben poco, ma del resto il mondo dei manga è troppo vasto per trattarlo, come meriterebbe, in un solo articolo, avremmo di che parlare per anni! Oggi, invece, andrò sul sicuro, parlerò di un tema a portata di chiunque, perciò torniamo alla domanda iniziale ma con una piccola modifica: cosa vuole il pubblico degli shonen

Il termine “shonen” credo che sia già più chiaro per tutti quanti: lo shonen è quel genere di manga\anime che prende come riferimento un pubblico di ragazzi; tra di loro annoveriamo i prodotti più famosi, soprattutto al pubblico italiano, ovvero i battle shonen come Dragon Ball, Bleach, One Piece e Naruto; prodotti di ottima caratura che basano le loro storie sul semplice filone “bene contro male”, dove gli avvenimenti più importanti girano intorno a dei combattimenti risolutivi… Ovviamente questa è una spiegazione piuttosto superficiale, tutti gli shonen, chi più e chi meno, hanno una loro caratterizzazione, una loro struttura, che li può fare andare ben oltre i semplici concetti di base di ogni storia: questo è solo il canovaccio più consueto. 
 
Per fare una disamina progressiva vorrei prendere in considerazione, oltre ai manga già citati, altri shonen di successo che però hanno peculiarità diverse: Death Note, Bakuman, Shingeki no Kyojin (di quest’ultimi ne parleremo, approfonditamente, nei prossimi articoli); non è la qualità l’elemento che prendo in considerazione o la trama (mi perderei nei meandri di Word, troppa carne al fuoco) ma la loro atipicità nell’essere shonen, soprattutto SNK, che spingono, tantissimo, la narrazione sui binari del dialogo piuttosto che sugli scontri di vario tipo, che siano con titani o con altri mangaka.

C’è chi si lamenta di certi prodotti additandoli come “verbosi”, “noiosi”, pieni di dettagli ritenuti, da certi lettori, inutili; di certo non è il mio pensiero a proposito ma, a questo punto, mi vien da chiedere quale sia il valore effettivo di un manga pieno di scontri, ma con una caratterizzazione banale, rispetto ad un manga dove ogni dettaglio è curato e gli scontri non sono frequenti. A questa domanda la risposta può sembrare eccessivamente semplice: W gli anime caratterizzati in modo perfetto e con il sangue che schizza il più possibile (e dato che parliamo di shonen, magari anche qualche tetta a caso, no?). Questo però porta al quesito successivo, e magari sarebbe ottimo se rispondessero anche i lettori di questo articolo: quando si supera il limite? Quando un manga o un anime diventano saturi di elementi narrativi? Death Note ha davvero troppi dialoghi o i suoi dialoghi arricchiscono una storia stupenda, anche se non priva di difetti? 
Shingeki è un manga che dedica intere strisce alla caratterizzazione di personaggi secondari, alla comprensione del mondo disastrato e pieno di misteri nel quale si trova, questo è un male? È un male cercare di andare oltre la semplice logica “io protagonista, io Dio, voi miei subalterni”? A meno che ti chiami Haruhi io direi che non c’è nulla di male! (spero che in tanti abbiano capito questa battuta). Per certuni sì e questo riscontra il mio interesse.

Ovviamente sono ben conscio che esistono teste pensanti diverse dalla mia, magari anche migliori, però il parere di chi scrive è che un manga deve farti entrare dentro il suo mondo, deve farti sentire parte di esso, non che sia ovviamente un male adorare manga totalmente più semplici, ad esempio pieni di fan service o di ecchi, però il pubblico degli shonen è forse formato da persone che si lamentano e che si annoiano troppo facilmente? Ragazzi non lo so! Spero di poter ricevere, nei commenti dell’articolo o in futuro, più informazioni per avere una visione più chiara, ed intanto, noi che facciamo parte del pubblico di shonen e non solo, a volte dovremmo cercare di capire, un poco di più quanto questa sia un’arte, e che il concetto di narrazione a volte può essere più complesso di quel che crediamo, anche se sta tutto nella ricerca di quei limiti che possono far diventare un’ottima serie una serie altamente mediocre. A voi l’ardua sentenza.

Alex Ziro

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Pausa di una settimana per One Piece

Questo lunedì sul numero 29 del Weekly Shonen Jump magazine della Shueisha di quest’anno è stato annunciato One Piece di Eiichiro Oda non sarà presente sul numero successivo. Fortunatamente il manga tornerà regolarmente sul numero 31 della rivista. Nelle note dell’autore del n° 29 Oda spiega come abbia deciso di disegnare ad un ritmo meno frenetico mentre attende il suo pieno recupero. ovviamente con il benestare del suo editore.

Il manga era già mancato sui numeri di Weekly Shonen Jump del 27 maggio e del 3 giugno, in quanto Oda era stato ricoverato per un ascesso peritonsillare, una complicazionedi un’infezione frequentemente causata da una tonsillite.