Jonathan Blow viene segnalato da Youtube per aver caricato un video sul suo gioco

Incredibile ma vero: Jonathan Blow, sviluppatore indipendente attualmente incaricato di produrre un’esclusiva temporale dal nome The Witness per Sony, viene segnalato dal nuovo e già odiatissimo sistema di norme sul copyright per aver mostrato delle immagini del suddetto titolo in un video.
Ecco il tweet dell’attonito Blow che commenta così: “Even months ago before this big change, YouTube sent me a violation notice saying my footage of The Witness was owned by Sony. Uhh, no…
I recenti cambiamenti della piattaforma di Google stanno creando fastidi e disservizi agli utenti di tutto il mondo. 
Pensate che Big G provvederà risolvendo i problemi o peggiorerà ulteriormente la situazione?
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YouTube estende il controllo dei contenuti ai videogiochi ed è subito polemica

I video su YouTube sono di diversa natura e fino ad oggi il controllo sulla provenienza dei contenuti si limitava a segnalare violazioni di copyright per film e musica. Da qualche giorno sono cambiate le condizioni di utilizzo del servizio che adesso prevede controlli anche sui contenuti legati ai videogiochi. Questa apparentemente innocua variazione ha colpito migliaia di utenti che si occupano di video recensioni di giochi e walkthrough che si sono visti recapitare una valanga di mail di segnalazione di infrazioni sul copyright. La conseguenza immediata è che  non sarà più possibile monetizzare con questi video grazie alla pubblicità.
Immaginate i disagi che hanno tutti questi utenti che grazie alla popolarità dei loro video hanno creato un business con introiti anche significativi. Questi controlli potrebbero portare addirittura alla chiusura di alcuni tra i più noti siti di videogiochi che reggono la loro attività proprio sulle entrate della pubblicità.
Dall’altro lato le case produttrici di videogiochi, tra cui Blizzard, Capcom, e Ubisoft, dichiarano di non aver mai fatto richiesta a YouTube di bloccare i contenuti incriminati, e suggeriscono ai YouTuber di contestare tutte le notifiche ricevute in modo da velocizzare le operazioni di sblocco dei contenuti. Sul tema si è alzato un gran polverone in rete e non ho difficoltà a credere che a breve ci saranno ulteriori aggiornamenti.

 Chi la spunterà, Youtube o i YouTuber?

Gli ultimi aggiornamenti dalla Siria: escalation di bombardamenti aerei e vittime – FOTO E VIDEO

(Khalil Ashawi, Reuters)

La lista delle vittime della guerra civile siriana continua ad allungarsi. L’Osservatorio per i Diritti Umani in Siria presenta l’ultimo bollettino della battaglia degli ultimi giorni: 49 civili, 46 ribelli, 46 soldati dell’esercito regolare e almeno 20 jihadisti dell’ISIS hanno perso la vita nell’ultima settimana. L’epicentro degli scontri è la provincia di Damasco dove gli insorti resistono all’avanzata delle forze governative. Questi ultimi morti si vanno ad aggiungere alle quasi 100mila vittime degli ultimi due anni di feroci scontri tra le milizie di Bashar al-Asad e gli oppositori al regime.

(Al Khalidiya, Reuters)

L’ultimo bombardamento aereo risale a sabato mattina, quando i MiG dell’esercito distruggevano un sobborgo a est di Aleppo facendo strage di civili, tra cui parecchie donne e bambini. È proprio su queste vittime che si concentra lo studio dell’ Oxford Research Group. Secondo il suo rapporto, dall’inizio della guerra civile ad oggi, sono 11420 i morti con meno di diciassette anni. Fra essi sono numerosi quelli che hanno subito una condanna capitale o sono deceduti dopo le torture inflittegli dai loro carcerieri. Ovviamente lo studio riporta solo le vittime accertate ma è possibile, se non sicuro, che la lista sia incompleta a causa dell’inaccessibilità di alcune zone del Paese.

Nel mentre il gruppo Qaedista, Jabhat al-Nusra, che affianca i ribelli siriani, ha conquistato il centro petrolifero di al-Omar situato al confine con l’Iraq. È inutile dire quanto sia importante questa vittoria da parte delle forze rivoluzionarie. Da questo momento in poi esse possono impedire al governo di ricevere quelle rendite che gli permettono di acquistare le armi per mandare avanti la battaglia.

Intanto oggi a Ginevra dovrebbe prendersi una decisione sul giorno d’inizio della conferenza di pace sulla Siria, chiamata Ginevra 2. Secondo alcune fonti diplomatiche, Ban Ki-moon potrebbe annunciare la data al termine della riunione odierna. Le voci parlano di un ulteriore slittamento a gennaio dopo i numerosi rinvii dati dal mancato accordo su chi debba rappresentare l’opposizione e il governo di Damasco. 

Emanuele Pinna

Aggiornamento Hardware per la EOS C100: disponibile il Dual Pixel CMOS AF

Passato un po’ in sordina ad inizio mese, Canon U.S.A. ha annunciato un importante aggiornamento opzionale per i corpi macchina EOS C100.

L’aggiornamento rende disponibile la nuova tecnologia DUAL PIXEL CMOS AF, introdotta per la prima volta con la Canon EOS 70D presentata nell’estate del 2013, che consente l’utilizzo dell’autofocus continuo durante la registrazione di video con qualsiasi lente Canon con baionetta EF. Per chi fosse curioso, DUAL PIXEL CMOS AF è una tecnologia sviluppata da Canon che rende possibile la messa a fuoco automatica (AF) a rilevamento di fase direttamente sul sensore mediante la suddivisione di ogni pixel in due fotodiodi distinti. Questo rende possibile sia la messa a fuoco automatica continua durante la ripresa video, che una messa a fuoco precisa e veloce durante lo scatto fotografico in Live View senza necessità di sollevare lo specchio e interrompere, quindi, la visualizzazione dell’immagine in Live View. Per chi volesse maggiori dettagli sul funzionamento del DUAL PIXEL CMOS AF vi suggeriamo l’approfondimento disponibile a questo link.

L’aggiornamento sarà possibile inviando il corpo EOS C100 in un centro assistenza Canon autorizzato a partire da Febbraio 2014 ad un prezzo, al momento disponibile solo per il mercato americano, di 500$.
Daniele è fotografo e fondatore dello Studio Fotografico inFocus di Roma. Per avere maggiori informazioni sulle attività dello Studio inFocus visitate il sito internet www.studioinfocus.it o mettete “Mi piace” alla pagina Facebook dello Studio inFocus.

La storia della Hasselblad raccontata in un video

Nel video a fine articolo è mostrata brevemente la lunga storia e i successi di un marchio che ha contribuito a fare la storia della fotografia e partecipato in senso letterale al progresso del genere umano (per fare un esempio gli astronauti che sono sbarcati sulla luna usarono una Hasselblad opportunamente modificata, realizzando grazie ad essa degli scatti stupendi!).
Se avete gradito il filmato troverete simpatico e interessante anche questo articolo: Dalla camera oscura alla fotocamera del cellulare

Italy in a Day: Un giorno da Italiani di Gabriele Salvatores

<> recita il sottotitolo della nuova iniziativa lanciata dal regista Gabriele Salvatores, premio Oscar come miglior film straniero per Mediterraneo nel 1991 e candidato nuovamente agli Oscar nel 2003 con il film Io non ho paura.

Italy in a Day, questo il titolo del progetto sostenuto da RaiCinema, Indiana e Scott Free, è un tentativo di film collettivo e allo stesso tempo documentario che prende spunto da Life in a Day, film girato il 24 luglio 2010 su iniziativa di YouTube e definito come il primo Social Movie della storia.

Nelle 24 ore di sabato 26 ottobre infatti ciascun italiano poteva filmare qualsiasi cosa, prendendo magari spunto e suggestioni dalle domande proposte nel sito dello stesso progetto: Che cosa ami? Di che cosa hai paura? In cosa credi? Quale è la tua Italia? Al termine del tempo disponibile per gli improvvisati registi di caricare i video registrati mancano ormai solo 11 giorni, dopo i quali Tornatore visionerà il materiale ricevuto e cercherà di assemblare il tutto in un’unica pellicola, <>. Del resto già Andy Warhol non negava a nessuno la possibilità di essere ripreso e diventare famoso per almeno 15 minuti della propria vita, in una società sempre più massmediatica e visuale.

Questa infatti la promessa che lo stesso Salvatores rivolge ai partecipanti: “entrerai anche tu nella storia del cinema italiano“. L’esperimento dimostra come ormai la narrazione abbia di gran lunga superato i confini delle pagine dei libri per investire tutti i campi dell’arte: si vuole raccontare e mostrare, ma per essere ascoltati bisogna cercare delle strade nuove e alternative che coinvolgano in prima persona l’ascoltatore, che riveste sempre più una funzione attiva e che pretende di avere in quanto tale dei diritti da far valere nei confronti di un artista che ormai non ha più alcun potere o qualifica che possa porlo al di sopra di colui che fruisce delle sue opere artistiche. 

Lucia Piemontesi

Accorinti e le Forze Armate: era giusto pronunciare quel discorso?

Ventiquattr’ore dopo il controverso discorso del sindaco Renato Accorinti in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, Messina stenta a tornare alla normale vita di tutti i giorni. L’opinione pubblica, spaccata tra irriducibili Accorintiani ed inferociti detrattori del sindaco, si sta ancora dando battaglia a suon di articoli ed opinioni, sia sui giornali locali che sui social network. E la polemica non accenna minimamente a calmarsi. 
In aperta polemica con le Forze Militari e con la cerimonia stessa, Accorinti ha pronunciato un appassionato discorso in favore della pace e dello smantellamento degli eserciti, e ha poi posato davanti ai fotografi con in mano una bandiera della Pace adornata con l’articolo 11 della Costituzione. Un gesto dal fortissimo contenuto polemico, che ha spinto il Generale Ugo Zottin ad abbandonare anzitempo la cerimonia e che ha scatenato l’astio di una parte del pubblico. Gli animi si sono scaldati così tanto da obbligare la DIGOS ad intervenire per fermare alcuni “riottosi”, particolarmente innervositi dall’atteggiamento del sindaco.

Nell’analizzare meriti e colpe di Renato Accorinti e del suo discorso va innanzitutto sottolineata la coerenza del Primo Cittadino, che ha agito in piena sintonia con la propria storia personale ed il proprio carattere. Lo “show” messo in piedi ieri era ampiamente pronosticabile già in campagna elettorale: sono stati proprio l’atteggiamento rivoluzionario e la discontinuità dalla vecchia élite politica messinese a permettere ad Accorinti di vincere le elezioni. Il gesto di ieri, che va di pari passo con le altre “particolarità” della sua amministrazione, è un gesto di coerenza con ciò che i cittadini hanno votato. 
La coerenza accorintiana si nota anche nel contenuto del discorso pronunciato. Pace, smantellamento degli arsenali, abbattimento delle frontiere: tutte cose dette, ridette, e che già si conoscevano del pensiero del Primo Cittadino messinese. Se ieri Accorinti avesse lodato le Forze Armate ed il loro ruolo nella società contemporanea, come ci si aspettava che facesse, i media locali ed i suoi avversari avrebbero ugualmente gridato allo scandalo.

Il fatto che Accorinti sia stato coerente non implica, però, che le sue gesta vadano apprezzate in toto. La giornata di ieri serviva anche a ricordare il sacrificio dei tanti soldati italiani morti durante le due guerre mondiali: tempi in cui la leva obbligatoria e la follia delle nazioni mandarono al macello decine di milioni di uomini, molti dei quali italiani e siciliani. Nonostante un omaggio iniziale ai “morti per la libertà”, le successive parole e gesta di Accorinti hanno completamente oscurato il messaggio che la commemorazione voleva lanciare. A dimostrazione di come la sede ed il momento non fossero quelli adatti per pronunciare un discorso di tale fattura.
Pur comunicando un messaggio giusto, estremamente positivo e coerente con la propria storia personale, il sindaco ha sbagliato nelle modalità e nei metodi di comunicazione dello stesso, trasformando un rito puramente formale in uno scontro tra opinioni ed idee differenti. Allo stesso modo appaiono assurde e fuori luogo le critiche di Giampiero D’Alia, che ha addirittura parlato di “provocazione demenziale e inopportuna”, tradendo il suo eccessivo coinvolgimento nelle ultime elezioni comunali, che hanno visto il suo schieramento sconfitto proprio da quello di Renato Accorinti. Non bisogna tuttavia sorprendersi: quello visto ieri nient’altro è che Renato Accorinti, coi suoi pregi ed i suoi difetti mai nascosti, ma anzi esposti e resi ben visibili ai cittadini che lo hanno votato. E che lo hanno voluto a Palazzo Zanca.


Giovanni Zagarella