Fedez e Emis Killa: Quando il Rap sostituisce il "Cioè"

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In principio fu il “Cioè”, con i suoi Teen-Idols accuratamente tatuati e depilati, con sorrisi plastificati e espressioni corrucciate e accigliate manco fossero ingegneri astrofisici, in grado di eccitare al limite del TSO orde di ragazzine in piena tempesta ormonale pre-adolescenziale. Oggi sono i rapper, non tutti grazie a dio, ma sicuramente molti tra quelli che vendono di più.

I due re del Girl-Rap sono sicuramente Fedez e Emis Killa, che ultimamente hanno fatto della loro aria da “belli e maledetti” l’arma numero uno per scalare le classifiche musicali. Testi semplici ai limiti del banale, beat melodici vietati ai diabetici e video che raccontano storie d’amore andate a male sono ormai un must nella discografia dei giovani protagonisti dei sogni erotici delle loro giovanissime fan, che grazie a questo semplice schema si sono ormai definitivamente attestati tra i big del rap italiano.

Sembrano quindi lontanissimi gli spessori contenutistici di pezzi come “Killa story” e “Anthem”, brani che raccontavano storie in grado di andare oltre agli estrogeni delle fan, tentando di elevarsi anche tecnicamente, ricercando rime di qualità e metriche originali. Il livellamento verso il basso invece, necessario per arrivare alle orecchie delle ragazzine meno esperte, sembra aver frenato questa attesa crescita tecnica e stilistica, rischiando di appiccicare per sempre sulla fronte di Fedez ed Emis Killa l’etichetta di “Girl Rapper“. Commercializzarsi può anche andar bene ma… Fatelo con intelligenza, ragazzi!

Francesco Bitto
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Figuraccia di Emis Killa ai BET Awards. L’occasione mancata del rap italiano

Parliamoci chiaramente: quella dei Bet Awards era un’occasione importantissima per l’Hip Hop, perchè per la prima volta oltre oceano si è voluto premiare un momento importante per tutto il rap italiano (mai così in alto nelle vendite e mai così presente sulla scena musicale), dandogli uno degli spazi più ambiti in questo genere (i BET awards sono La Mecca dell’ Hip Hop internazionale).

Niente da fare. Come sempre abbiamo sprecato questa grande opportunità, offrendola ad un rappresentante di questo genere decisamente non all’altezza. Infatti il rapper Emis Killa si è fatto sì portavoce del rap italiano… Ma di quello sbagliato, costruito, scadente e esasperatamente commerciale. Dopotutto la differenza tra un rapper con delle basi solide e un prodotto dello show business si vede soprattutto in queste occasioni, dove gli altri rapper spaccano il mondo sulla base mentre il nostro Emis è insicuro, molle, quasi spaesato. Propone rime presenti nel suo repertorio davvero scadenti. Il flow è un miraggio ed in generale il rap del rappresentante italiano resta quasi sempre slegato dal beat.
Non sorprende quindi il commento di Ed Lover, vera e propria leggenda vivente di questo genere, che contro il rapper italiano va giù durissimo :“Emis Killa dall’Italia: naaah ragazzo. Hanno messo i sottotitoli sullo schermo ed oltre la metà di quello che hai detto non era in rima, e secondo me e non era nemmeno granché. Tornatene in Italia con queste cazzate. Vai a mangiare spaghetti, lasagne e pasta. Queste cazzate possono piacere in Italia, non qui.”
Insomma, non siamo in grado di proporre personalità decenti neanche nella musica. Allegria!

Francesco Bitto