Memento mori, sì, ma con stile: Paul Koudounaris e i Martiri delle catacombe

Vanitas vanitatum et omnia vanitas”, questo è l’unico commento possibile alla notizia del ritrovamento dei corpi di martiri cristiani adornati di sfarzose mise e gioielli preziosi di ogni genere. I corpi di questi ignoti martiri sono stati rinvenuti nelle catacombe romane nel 1578 e poi spediti silenziosamente nelle varie chiese d’Europa (soprattutto in Germania). Non si sa bene il fine di questo macabro rito, c’è chi sostiene che per ripagare il loro sacrificio, dopo la loro morte i martiri siano stati ricoperti di gioielli e doni, ma tutto ciò andrebbe a collidere con i fondamenti della chiesa cattolica, tanto devota alla povertà terrena quanto alla ricchezza spirituale.

Altri sostengono siano solamente degli stravaganti memento mori, ma anche qui, la tesi vacilla, in quanto i memento mori sono notoriamente dei promemoria per i fedeli, dei messaggi per ricordare loro di mantenere la retta via in attesa del giudizio divino, ma così agghindanti non potevano certo dare il buon esempio. Tutto quello che sappiamo è che le foto realizzate da Paul Koudounaris sono a dir poco spettacolari. L’intero reportage è racchiuso in un libro intitolato “Heavenly Bodies: Cult Treasures and Spectacular Saints from the Catacombs” , un vero gioiello da tenere in libreria per gli appassionati di antropologia e del macabro.

Consuelo Renzetti
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