La letteratura di Nelson Mandela

Nella folla di cinici appena scoperti che riempie la rete la reazione sarà questa: “ecco un altro articolo su un personaggio famoso appena scomparso”. Sì, un personaggio la cui dignità e nobiltà d’animo deve essere in qualche modo celebrata.
Nelson Mandela è morto ieri. La maggior parte dei suoi 95 anni è stata spesa nel difendere quei diritti riassunti così bene dal suo colore di pelle e dal suo viso così inconfondibilmente simbolico. 95 anni che ha spesso rischiato di non raggiungere a causa della continua violenta oppressione, degli arresti, dei lavori forzati, ma in cui non ha mai smesso di lottare per la libertà della sua gente.
Chi più e chi meno conosce la sua storia grazie alla potenza dell’informazione. Giornali, televisioni, internet, ma anche le discussioni a scuola sui grandi temi come l’Apartheid ci hanno svelato chi era Madiba.
Un racconto per forza di cose sommario che non può restituire per interno la grandezza di questa figura fondamentale per la storia dell’umanità.
Per conoscere meglio una persona bisogna attingere direttamente alla fonte: i libri scritti da Nelson Mandela stesso. Lungo cammino verso la libertà è l’autobiografia iniziata in prigione e pubblicata nel 1994, in cui ripercorre le tappe della sua vita dall’infanzia, alla militanza nell’ANC, l’esperienza, appunto, della prigionia, l’assegnazione del premio Nobel per la pace nel 1993, fino alla sua elezione come primo presidente democratico in Sud Africa.
Io, Nelson Mandela. Conversazioni con me stesso ci porta nel suo archivio personale composto da lettere, meditazioni, conversazioni private, diari e appunti. Mandela si mostra per quello che è: un uomo comune che combatte per se stesso e per gli altri. Non a caso una delle sue frasi storiche fu: “I stand here before you not as a prophet, but as a humble servant of you, the people”.

Mettendo da parte ogni dato realistico, Nelson Mandela ci trasmette il suo bagaglio di esperienze per mezzo di racconti contenuti in Le mie fiabe africane. Le storie antiche della sua terra in cui, come in ogni fiaba, personaggi tipizzati – umani o animali che siano – danno vita a storie esemplari. Lo sfondo è, ovviamente, l’Africa in tutta la magia che la rappresenta e che Mandela, qui in forma molto più morbida rispetto al solito, non ha fatto che difendere per tutta la sua vita.
Il mare di parole pronunciate in tutta la sua vita si scaglia a ondate potenti durante i numerosi discorsi che hanno plasmato la figura pubblica di Mandela. Parole per il mondo è una raccolta di citazioni che ripercorrono oltre sessant’anni di attività. La riscrittura vera e propria dei suoi discorsi, però, si ha con Un nero nei tribunali bianchi, in cui egli conferma la strada di odio nei confronti della politica segregazionista dell’Apartheid in una autodifesa di fronte ai suoi persecutori.
La violenza e la legge è un’altra autodifesa pronunciata nel processo di Rivonia che lo avrebbe condannato all’ergastolo il 20 aprile 1964.
Sono tantissimi i libri che parlano di questo grande uomo e tanti, specialmente dopo la sua morte, ne verranno. Di sicuro non potranno che arricchirci.

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Il mondo perde uno dei suoi uomini migliori, ci lascia Nelson Mandela – IL RICORDO

Nelson Mandela (Afp, Gianluigi Guercia)

All’età di 95 anni si è spento dopo una lunga malattia Nelson Mandela. La sua scomparsa è da considerarsi una liberazione dagli anni di sofferenza dovuti ai suoi problemi polmonari. In Sudafrica è diventato una figura storica che non ha paragoni, il successo delle sue lotte ha permesso ai sudafricani, ma anche a tutti noi, di vivere una vita migliore.
Madiba, come lo chiamava la sua gente, era apprezzato per il carisma e la sua forza interiore che gli hanno permesso di raggiungere risultati straordinari, tra i quali la fine della segregazione razziale nel suo Paese. Oltre alla rilevanza nazionale, le sue gesta hanno avuto effetti a valanga in tutto il mondo. Oggi, infatti, possiamo ritenerci più coscienti delle nostre potenzialità di uomini se riguardiamo alla vita e ai gesti esemplari di Mandela. La sua lotta, che gli è costata il carcere per trent’anni, ha mantenuto viva la speranza di un Sudafrica unito e di un mondo più solidale e egualitario.
Purtroppo il razzismo rimane una piaga nella nostra società, lo vediamo ogni giorno per strada, negli stadi, in ambienti scolastici o lavorativi. Ancora oggi ci sono persone che vengono discriminate per la quantità di melanina che hanno nella pelle. È in questi momenti che bisogna ricordarsi degli uomini come Mandela che hanno rischiato la vita per la libertà e l’uguaglianza.
Il premio Nobel per la pace del 1993 deve essere anche celebrato per la sua lotta contro l’AIDS. In un continente come quello africano, dove i metodi contraccettivi non sono utilizzati, Mandela fece qualcosa di straordinario. Con il Medical Act del 1997 approvò la produzione e l’importazione di farmaci contro il virus HIV, contro di lui si scatenarono le case farmaceutiche in un processo lunghissimo che diede ragione a Madiba.
Negli ultimi anni è stato Jacob Zuma a raccogliere l’eredità politica di Mandela, ed è stato proprio lui ad annunciarne la scomparsa ieri sera alle televisioni mondiali. Dalle sue parole possiamo capire come l’umanità abbia perso un padre, una guida.
Ora la commozione per la scomparsa di un uomo eccezionale si deve trasformare in azione, la sua lotta non è stata compiuta completamente ed è a noi che spetta raccogliere i suoi principi e farli nostri nella quotidianità più scontata. Questo è il miglior modo per ricordarlo, questo è l’unica via per onorarne le battaglie.
Emanuele Pinna