Kentaro Miura: da Berserk ai Titani

Certe notizie sono proprio difficili da catalogare: alcune sono senza ombra di dubbio meravigliose, altre sono facilmente considerabili come terribili ma poi ci sono quelle notizie che non sanno dove mettersi in qualsiasi catalogazione. Young Animal, rivista della casa editrice Hakusesha, nel suo ultimo bisettimanale 22 ha annunciato che Kentaro Miura, storico autore di Berserk, a breve pubblicherà tra le loro pagine una miniserie intitolata Gigant Makia: una storia ambientata 100 milioni di anni nel futuro, della trama non si sa altro. 
Sono già state annunciate per il primo numero 44 pagine, quelle di apertura saranno a colori… Ma è tutto oro quello che luccica? Facciamo un passo indietro e riflettiamo sulle ombre di questa notizia. Per quanto possa essere eccitante l’attesa per un nuovo manga di un autore dall’immenso talento, è anche giusto ricordarsi in quale momento esso sta per essere prodotto: la sua opera principale, l’amatissimo Berserk, non passa un buon periodo ormai da tempo, moltissimi fan si sentono traditi da un manga che ha regalato infinite emozioni per un decennio, ma che ultimamente sembra che non sappia più cosa raccontare, sembra abbia perso la propria identità; senza contare che si aspetta il quarto film al cinema della saga, quindi che questo nuovo manga segni, in realtà, la conferma dei problemi di Miura a tirare avanti con Berserk, che di fatti è stato messo in pausa per dare precedenza a quetsto lavoro

Non voglio fare speculazioni, però una domanda del genere a mio avviso è anche giusta farsela, anche solo per rispetto ai fan di questa serie. Ci rimane solamente sperare che Gigant Makia sia un lavoro di ottima caratura, e a tal proposito impossibile non notare che proprio nel periodo in cui Shingeki no Kyojin regna nella scena mondiale, esce un’opera in cui, quasi sicuramente, proprio i titani avranno un ruolo centrale: ormai è ovvio che il capolavoro di Isayama sia un perno della cultura moderna giapponese e non solo.

In definitiva: i nostri migliori auguri a Miura, sperando che questa nuova opera, per quanto sia comunque una miniserie, possa avere successo ma senza fargli dimenticare le sue origini.
Alex Ziro
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Shingeki no Kyojin ‘L’attacco dei Giganti’: Il capolavoro imperdibile

Questo mondo è spietato e anche bellissimo. Disse Mikasa Ackermann, una ragazza vissuta nella più terribile delle epoche, in un mondo dove l’umanità deve rimanere segregata in delle mura, a causa di una minaccia quasi impossibile da affrontare: i Giganti. Esseri di cui non si sa quasi nulla, che uccidono gli umani solo per divertimento e che stanno portando l’intera umanità sull’orlo dell’estinzione. 
Ucciderò tutti i Giganti! Disse Eren Jaeger, un ragazzo che condivide la stessa sorte della sua amica, la cui determinazione non ha pari. Dentro di lui vive l’urlo di disperazione di un mondo intero, la voglia di non lasciarsi abbattere ma soprattutto dentro di lui, e dentro il loro migliore amico Armin Arelet, vive follemente la voglia di scoprire cosa ci sia oltre le mura, com’è il mondo esterno. 
Mikasa, in tutto il suo splendore
Non serve sapere altro della trama, serve solamente iniziare questo shonen, creato da Hajime Isayama, e lasciarsi trasportare da un’opera unica, il vero grande evento del 2013 (e non solo, è dal 2011 che il successo si propaga), che ha lasciato immediatamente il segno. Non serve neanche parlare del suo incredibile successo, che non accenna a fermarsi, quello di cui si parla in queste righe è perché bisogna amare un’opera del genere, sempre ammesso che il genere action sia nelle vostre corde, del resto questa è una storia che deve diventare parte di voi in modo naturale, non forzate gli eventi, lasciate solo che faccia quel per cui è nato: farvi entrare in un nuovo mondo, farvi provare delle emozioni fortissime e lasciarvi stravolti. 
Chi scrive è una persona che si lascia andare a commenti entusiastici molto raramente, più propenso alla critica che all’elogio, ma Attack on Titan (il nome “occidentale” dell’opera) almeno fino al periodo che culmina con la fine dell’anime (i restanti volumi, aspettando la seconda serie, sono ancora da visionare) merita solo complimenti. Esagerato? Tenendo ben presente che il pubblico è variegato, certi elementi come la meravigliosa colonna sonora e i disegni, specialmente nell’anime, son definibili ottimi, con i titani a volte eccessivamente goffi ma sempre in modo voluto, per far risaltare la mancanza di intelletto e coordinazione fisica di molti di loro. 

Non poteva mancare l’immagine di Eren
Ok, ma cos’altro offre questo Shingeki? Offre una narrazione sublime, se siete alla ricerca di continue lotte e qualche poppa lasciate perdere, per quanto anche tra certe opere ci sia roba di altissimo livello qui la strada è ben diversa; Shingeki è un racconto che basa tutto su una favolosa caratterizzazione dei personaggi e del loro mondo, quindi vedrete puntate intere dedicate ad impreziosire la trama, dove ogni dettaglio rivelerà un tassello in più per una storia incapace di annoiare, questo sempre che voi non siate, ripeto, patiti dell’azione sfrenata, ma anche in tal senso basta solamente “pazientare” un poco, perché gli scontri sanguinolenti sono ben presenti e sono da lasciare col fiato sospeso, tantissimi colpi di scena inclusi nel prezzo, non dimenticate questo particolare. 
Levi, in una delle scene più famose
Sì, il protagonista principale può sembrarvi Eren (buona visione del quinto episodio, miei cari) ma sarebbe spregevole dire che la storia parli di lui: la storia parla della rivalsa del genere umano, offrendo una chiave di lettura molto matura che va oltre il concetto del “protagonista egocentrico”, quindi preparatevi ad amare, come me, l’imbattibile Mikasa, la cui storia è una delle più coinvolgenti di tutto l’anime, facendola andare ben oltre il ruolo di co-protagonista; preparatevi ad amare (e in tantissimi già lo fanno) l’immenso Levi (attenzione allo spin off dedicato a lui) e il suo team, ma ridete anche dell’incredibile, letteralmente, Sasha Blouse; preparatevi a rimanere affascinati da Petra oppure ancora entrate nei panni di Armin e anche se non siete i più forti, i più carismatici, di certo capirete quanta importanza ha sapere usare il cervello. Quanti altri potrei ancora citare! 
Potrei dire sicuramente tanto di più della storia, ma perché farlo? Perché privarvi della gioia di entrare da soli in questo mondo? Vi invidio tutti voi che ancora non lo avete visto o letto, vi invidio perché quando sentirete “Cadi” nell’ultimo episodio sarà qualcosa di totalmente nuovo, custodite gelosamente quell’emozione, vi accompagnerà per tantissimo tempo. Chi ha già visto, o sta seguendo, quest’opera sa di che parlo, e certamente non voglio dire che sia senza pecche ma gli amori più grandi non sono quelli che non hanno difetti, sono quelli che rendono i loro difetti (per alcuni troppi segreti, troppi dettagli, troppa suspense) una caratteristica che li rende più unici, che accresce il vostro rapporto; stiamo parlando delle basi un amore maturo, non per una cottarella. 
Guardatelo, leggetelo, giocate al videogame per Nintendo 3DS che sta per uscire. Scopritelo da voi, fatevi un favore, e chi è concorde con me, stringa il pugno sul cuore, volando con le ali della libertà
Alex Ziro