Winamp chiude? Forse no: Avviate le trattative tra Microsoft e Time Warner

A quanto pare per Winamp c’è ancora speranza.
L’annuncio della chiusura della Nullsoft, proprietaria del lettore multimediale, il 20 dicembre aveva gettato gli appassionati nello sconforto (ne abbiamo parlato Qui).
Winamp e le sue applicazioni, sono ancora oggi scaricate e utilizzate da milioni di utenti in tutto il mondo. E’ stato il primo lettore multimediale a leggere il formato Mp3 e rappresenta un caposaldo della storia della Rete.
Ma a quanto pare si è aperto uno spiraglio.
Secondo il blog tecnologico Techchrunch e alcuni insider, La Microsoft e AOI – Time Warner, proprietaria di Nullsoft e del marchio Winamp, avrebbero iniziato le trattative per la cessione del celeberrimo lettore e di tutte le applicazioni ad esso collegate.
L’annuncio è atteso per queste settimane, sicuramente prima della fatidica data del 20 dicembre.
Sulle motivazioni di questa improvvisa trattativa, esperti e blogger tecnologici di tutto il mondo sembrano essere concordi.

Da un lato AOI – Time Warner si libererebbe di una sua piccola divisione poco redditizia e gestita male guadagnandoci un bel gruzzoletto. Dall’altra parte il colosso di Redmond, sta cercando di rimediare ai disastri di Zune, investendo in nuove soluzioni per la musica digitale.
A giugno Microsoft aveva lanciato Xbox Music su console, Windows 8, Windows RT, Windows Phone, iOS e Android. Il nuovo servizio offre streaming gratuito con annunci pubblicitari o in abbonamento. 
Attraverso Winamp e le sue app mobile, per la nuova piattaforma Microsoft sarebbe possibile raccogliere informazioni e selezioni musicali di milioni di utenti sparsi in tutto il mondo.
Inoltre Nullsoft è proprietaria della piattaforma streaming SHOUTcast, che al momento ospita oltre 50.000 web radio che, se le trattative andranno in porto, verrebbero integrate in Xbox Music, rendendo il nuovo servizio di musica digitale di Microsoft uno dei più completi al mondo.
Gli appassionati restano in fremente attesa, un po’ fiduciosi, un po’ scettici, ma con la consapevolezza che la salvezza di Winamp è un affare che conviene a tutti.
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Io odio il lettore medio

Io odio il lettore medio.
Sì, lo odio e non me ne vergogno. Detesto con tutto il mio cuore questa massa scalpitante di internauti, questo gregge di gargantuesche proporzioni che coi suoi click (de)forma il mercato e pretende di decidere anche cosa devo scrivere io. Lo odio perché a me, le sue decisioni, non piacciono per niente.
Il tipico lettore medio abita i social network di ogni tipo. Per attirarlo sul proprio sito è necessario innanzitutto un titolo frivolo o sensazionalistico, non importa quale sia il vero contenuto del pezzo. Un articolo intitolato “IN COMMERCIO LE MUTANDE CHE FILTRANO LE SCORREGGE” diventerà con estrema facilità cliccato e popolare sulla rete, proprio grazie alla massiva azione del lettore medio.
Tra un reportage impegnato ed una notizia scherzosa, l’errabondo lettore medio sceglierà sempre la seconda. Sempre, senza margine d’errore. E nell’epoca dei giornali online, in grado di sopravvivere solo grazie ai click sui loro siti web, questo genere di notizie abbonda. Salvataggi di gattini, panda giocolieri, gli ultimi avvenimenti nella vita delle star: il web è sempre più monopolio di questi “articoli”, mentre lo spazio per le riviste specialistiche e per i pezzi di qualità si riduce.
Ed è così che nascono siti esclusivamente dedicati a questo genere di non-notizie, prodotte da non-giornalisti ad uso e consumo di non-lettori. Un circolo vizioso che alimenta un mercato malsano e virulento all’interno del mondo del giornalismo serio.
Ovviamente questi siti web hanno un successo di pubblico incredibile. In pochi mesi li ritrovi dappertutto, ed i loro articoli invadono la home del tuo social network preferito. Riescono in poco tempo a conquistare una popolarità immensa (seppur effimera), sostenuta dalle risate sguaiate che il lettore medio tanto ama farsi leggendo le schifezze che producono.
Anche i giornali si devono adeguare davanti allo strapotere del lettore medio, conformandosi a questo trend deviato. Ed è così che anche le grandi testate italiane si piegano dando in pasto al proprio pubblico gatti, panda e compagnia cantante. Perché il libero mercato non ammette sconti, e se vuoi sopravvivere devi proporre la stessa aria fritta che propongono i tuoi avversari.

Caro lettore medio, vorrei rinnovarti il mio odio nei tuoi confronti, e dirti che non mi piegherò mai alle tue leggi. Continuerò imperterrito col mio lavoro, scrivendo per un’altra categoria di lettori: quelli che si interessano, che leggono con passione, che analizzano e spesso criticano ciò che scrivo, per aiutarmi a migliorare. Tutte cose che tu, lettore medio, non puoi e non potrai mai darmi.