Fedez e Emis Killa: Quando il Rap sostituisce il "Cioè"

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In principio fu il “Cioè”, con i suoi Teen-Idols accuratamente tatuati e depilati, con sorrisi plastificati e espressioni corrucciate e accigliate manco fossero ingegneri astrofisici, in grado di eccitare al limite del TSO orde di ragazzine in piena tempesta ormonale pre-adolescenziale. Oggi sono i rapper, non tutti grazie a dio, ma sicuramente molti tra quelli che vendono di più.

I due re del Girl-Rap sono sicuramente Fedez e Emis Killa, che ultimamente hanno fatto della loro aria da “belli e maledetti” l’arma numero uno per scalare le classifiche musicali. Testi semplici ai limiti del banale, beat melodici vietati ai diabetici e video che raccontano storie d’amore andate a male sono ormai un must nella discografia dei giovani protagonisti dei sogni erotici delle loro giovanissime fan, che grazie a questo semplice schema si sono ormai definitivamente attestati tra i big del rap italiano.

Sembrano quindi lontanissimi gli spessori contenutistici di pezzi come “Killa story” e “Anthem”, brani che raccontavano storie in grado di andare oltre agli estrogeni delle fan, tentando di elevarsi anche tecnicamente, ricercando rime di qualità e metriche originali. Il livellamento verso il basso invece, necessario per arrivare alle orecchie delle ragazzine meno esperte, sembra aver frenato questa attesa crescita tecnica e stilistica, rischiando di appiccicare per sempre sulla fronte di Fedez ed Emis Killa l’etichetta di “Girl Rapper“. Commercializzarsi può anche andar bene ma… Fatelo con intelligenza, ragazzi!

Francesco Bitto
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