Nokia Lumia 1520 Vs HTC One Max, scontro tra "Titani"

Il mercato dei Phablet, i sempre più celebri ibridi, mezzo smartphone, mezzo tablet, sta esplodendo in questi mesi, complici le festività natalizie.
Ma se già esistono case produttrici già avanti in questo campo, Samsung su tutte, alcune stanno entrando in questi mesi sul mercato.
Da un lato abbiamo la Nokia, fresca di acquisizione da parte di Microsoft, che ha appena lanciato il suo Phablet di punta, il Nokia Lumia 1520.
Dall’altro HTC, il primo produttore di dispositivi a credere in Android, che, per entrare in nuovi segmenti di mercato, ha ingrandito e potenziato il suo HTC One, facendolo diventare Max.
Quali di questi due nuovi prodotti riuscirà ad entrare nell’Olimpo del segmento Phablet? Scopriamolo insieme.

Design

Ci troviamo davanti a due prodotti grandi sotto tutti i punti di vista a partire dal design.
Due dispositivi solidi, estremamente curati , con finiture prestigiose e dalle linee intriganti.
Ma se l’HTC sembra il fratello maggiore del modello One, riprendendo in toto il suo design, il Lumia, si presenta con una forma un pò più affusolata ed elegante, modernizzando lo stile eccessivamente squadrato degli Smartphone.
Una scelta che avvantaggia l’estetica ma  tende a penalizzare l’ergonomia, nel quale One Max è nettamente superiore.
Gli spigoli appuntiti e una larghezza superiore rendono il phablet di casa Nokia decisamente ostico da tenere in mano. Al contrario l’HTC si presenta rotondo, anche se un po’ sgraziato, in tutte le sue parti, rendendo la presa particolarmente comoda.

Display

Il Lumia 1520 monta un display LCD 1080p da 6” con una densità di pixel pari a 368 ppi.
Molto simile la dotazione dell’HTC con uno schermo S-LCD 3 da 5,9” 1080p.
Entrambi i dispositivi garantiscono un’altissima risoluzione, ma il modello One Max riesce da offrire una visualizzazione del colore migliore rispetto al concorrente grazie ad una migliore gestione della luminosità.
Interfaccia e funzionalità

I dispositivi che montano Windows Phone 8 hanno, grosso modo, performance molto simili e lineari tra di loro.
Il Lumia 1520, ahimè, non fa eccezione, ma quanto meno è stato dotato nativamente dell’aggiornamento di GDR3.
Si tratta di un pacchetto di miglioramenti all’interfaccia utente e nuove applicazioni che nessun telefono della linea Lumia ha ancora a disposizione.
Un’interfaccia utente più efficiente e fluida che però non è ancora all’altezza della 5.5 Sense UI installata su Android Jelly Bean 4.3 che è il sistema operativo nativo dell’HTC One Max.
La cosa che rende veramente speciale l’interfaccia 5.5 Sense UI è la sua capacità di “mascherare” Android, rendendo le schermate diverse da qualunque cosa abbiate mai visto prima.
Per quanto riguarda la funzionalità, il modello della casa taiwanese, può sfruttare l’ottima gestione del multitasking garantita da Android, oltre che una vasta gamma di applicazioni sviluppate per questa piattaforma.
Windows Phone 8 al contrario, deve fare ancora parecchi passi avanti per quanto riguarda la gestione delle applicazioni e soprattutto ampliare la gamma di queste ultime al momento parecchio limitato.

Processore e Memoria
Entrambi i phablet montano processori Qualcomm della linea Snapdragon.
L’HTC possiede un “vecchio” Qualcomm Snapdragon 600 1,7 Ghz quad-core. Un processore potente, ma di una generazione precedente.
Al contrario il Lumia 1520 monta un Qualcomm Snapdragon 800 2,2 Ghz, anch’esso quad-core. Un top di gamma insomma.
Una differenza di potenza di calcolo che però non è così evidente come sembra. La maggiore efficienza di Android compensa la minor velocità del processore.
Entrambi i dispositivi montano 32 Gb di memoria fisica espandibile.
Internet e Connettività
Essendo modelli recenti, sia il Nokia Lumia 1520 sia L’HTC One Max sono dotati di funzionalità 4G e connessione LTE, in parole povere, il meglio per navigare in internet su un dispositivo mobile.
In questo caso la differenza la fa il browser di default. 
Internet Explorer deve fare ancora molta strada prima di raggiungere il più leggere ed efficiente Chrome.
Fotocamera
In quest’ambito non esiste partita.
Il Nokia è nettamente superiore al suo concorrente.
Ma entriamo nel dettaglio.
Il Lumia 1520 ha in dotazione una fotocamera da ben 20 megapixel Pure View con un sensore più grande rispetto alla media (1/2,5”), flash dual led, apertura F 2.4, lenti rigorosamente Zeiss e modulo di stabilizzazione dell’ottica.
Al contrario lo One Max monta una semplice fotocamere UltraPixel da 4 megapixel diaframma F 2.0 e flash single led.
Entrambi i dispositivi hanno delle fotocamere frontali da 1,2 megapixel nel Lumia e da 2 megapixel nell’HTC.
La Nokia, con il suo nuovo phablet rimane coerente con la filosofia adottata negli ultimi prodotti lanciati, cioè fotocamere con smartphone intorno(vedesi Nokia Lumia 1020).L’HTC resta su un approccio più tradizionale.
Una potenza, quella della fotocamera del Nokia, che purtroppo si scontra con le grosse limitazioni derivate da Windows Phone.
Infatti, se le immagini dell’HTC possono essere arricchite e manipolate con una moltitudine di applicazioni, quelle del Lumia possono essere elaborate solo dal software nativo Nokia Studio.
La potenza della fotocamera Nokia crea anche il paradosso di una scarsa qualità video dovuta, all’eccessiva presenza di disturbi catturati dal sensore più potente.
Al contrario, la più modesta UltraPixel di HTC riesce a creare video di qualità migliore privi di disturbi eccessivi e di discreta fluidità.

Multimedia

Ottime le performance di entrambi i telefoni in questo ambito.
Ampia e variegata la disponibilità di codec audio e video e ottima la qualità dell’audio grazie a sistemi di equalizzazione tra i migliori a disposizione.
L’interfaccia grafica del lettore multimediale di HTC è abbastanza dinamica, colorata e fluida e, oltre alle solite opzioni di visualizzazione offre la ricerca e la visualizzazione testi rendendo l’esperienza multimediale molto karaoke firendly.
Bella anche la veste grafica sul Nokia basata su Xbox Music.

Qualità delle chiamate

Anche su questo punto tra i due telefoni vi è un abisso.
A vincere la competizione è nettamente l’HTC One Max, grazie al volume in uscita di migliore qualità e anche di volume decisamente più alto.
Al contrario, il Lumia 1520, ha un volume in uscita basso, quasi timido, inoltre gli auricolari inclusi non garantiscono una buona protezione dai rumori esterni.
Decisamente bocciato.

Batteria

Naturalmente su un dispositivo grande ci va anche una batteria grande e in questo caso abbiamo due veri e propri colossi.
Entrambi montano celle a polimeri di litio da 3400 mAh il Nokia, 3300 mAh l’HTC. Entrambe garantiscono un funzionamento di un giorno e mezzo con un utilizzo intenso del dispositivo.

Prezzi

Sul mercato italiano entrambi i phablet sono presenti da fine novembre. Leggermente superiore il prezzo del Lumia, 699 € sim free contro i 599 € dell’HTC.

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Lo storico connubio tra fumetti e videogiochi: i migliori videogames basati su comics

Chi di voi, dopo aver sostanzialmente disossato un fumetto più o meno famoso, non ha desiderato che quella stessa opera venisse trasposta in videogame?
Probabilmente coloro che, temendo un possibile stupro narrativo e contestuale da parte degli sviluppatori, hanno sedato i propri istinti fanboyieschi sperando nell’ibernazione purista in cartaceo.
La storia ci insegna che le trasposizioni hanno fruttato molti flop come parecchi capolavori, da NES a PC, per la gioia e le imprecazioni di chi ha sempre agognato di poter impersonare il proprio (super)eroe.
Andiamo, quindi, a citare i migliori casi di videogames basati su comics.

Tra i pionieri di una tradizione che sarebbe poi felicemente degenerata in un trend arrivato con freschezza fino ai giorni nostri troviamo indubbiamente Spider-Man, che nel 1980 partì in sala giochi come pinball arcade e raggiunse picchi di eccellenza in PlayStation con Spider-Man, Spider-Man 2, Ultimate Spider-Man e il profondissimo Web of Shadows (PS2), per poi approdare nell’ormai previous gen con Shattered Dimension, carino ma non eccellente a livello di trama e longevità.

Batman fece il suo debutto sulla scena videoludica nel lontano 1986 con un meraviglioso action-adventure per Amstrad, gettando le basi per successivi capolavori del calibro di Batman Returns (SNES) e Vengeance (Xbox) ma che, nell’ottica moderna, si smaterializzano se paragonati ad Arkham Asylum, Arkham City e Origins, orchestrati in modo semiperfetto e capaci di appassionare anche i profani del fumetto DC.

Il 1989 fu l’anno di lancio del primo platform per NES a tema Teenage Mutant Ninja Turtles, da noi meglio conosciuto come Tartarughe Ninja soprattutto grazie alla celebre serie animata che i ’90 come me ricorderanno con nostalgia. In seguito, grazie a titoli di crescente qualità globale come TMNT The HyperStone Heist, TMNT 2 The Arcade Game, TMNT Tournament Fighters, TMNT 3 e il più famoso Turtles in Time, le tartarughe mutanti ottennero una meritatissima menzione d’onore nella memoria di ogni fumettomane/videogiocatore che si rispetti.

Anche The Punisher, affascinante ed oscuro antieroe Marvel, si trasferì su NES nel 1990 come sparatutto su binari e continua più avanti una breve ma memorabile striscia di successi su Megadrive e su Xbox/PS2/PC con l’omonimo titolo in versione action-sparatutto che all’epoca (2005) mi rubò davvero una valanga di ore spese per compiere l’epica vendetta di Frank Castiglione.

Subito dopo troviamo il gradito ingresso degli X-Men in beat ‘em up arcade, seguito da altri due omonimi titoli che si distanziarono di tre anni dal primo e i più recenti Legends I e II, apprezzati dal pubblico ma non del tutto esenti da critiche.
Nel 1993 fu la volta di Sam & Max, che non tutti conoscono come fumetto ma piuttosto come avventura grafica portata al tripudio da LucasArts e rimasta tutt’oggi una pietra miliare nel suo genere.

Le avventure poliziesche fortemente umoristiche del brillante cane e dello schizzatissimo coniglio iniziarono su DOS con Hit the Road, un’opera geniale e godibile da ogni fascia d’età, perfetta in ogni sua componente e che non invecchia con gli anni; i capitoli successivi come Save the world e Beyond time and space, allo stesso modo di parecchi giochi telltale, sono da dimenticare, mentre The Devil’s Playhouse e Culture Shock possono esser considerati dei degni (anche se 10k volte inferiori) successori del primo grande titolo.
Un altro fumetto abbastanza famoso come Aliens vs Predator venne reso un beat ‘em up a metà del 1994, complice una dilagante mania per gli arcade da parte degli spumeggianti giovani di allora. Il gioco, neanche a dirlo, fu un successo e nello stesso Ottobre Atari decise di lanciare un fps riguardante la serie su Jaguar, mettendo insieme un’atmosfera coinvolgente e spaventosa che diede una forte spinta al brand. Il primo grande passo in avanti su Windows fu lo shooter del 1999 che due anni dopo ebbe anche un seguito di discreto successo (Aliens versus Predator 2) e fu rebootato nel 2010 con risultati più che soddisfacenti, infatti viene giocato ancora oggi dai fan sfegatati a cui il recente Aliens: Colonial Marines ha provocato intensi attacchi di vomito.

A proposito di schifezze, mi viene in mente un Superman: The New Adventures (1999, N64) tristemente noto per il suo squallidume. Il gioco in questione, considerato uno dei peggiori mai creati, rappresenta di gran lunga il fail più clamoroso nella storia delle trasposizioni fumetto-videogame e merita una menzione. Il progetto di Titus Software fu talmente disastroso che ricevette una critica negativa a furor di popolo e successivamente non venne adattato su ps1 come programmato. Si è quindi riuscito a trasformare una possibile killer app per Nintendo 64 in un pugno negli zebedei a tutti (e furono innumerevoli) i fan che lo comprarono aspettandosi un meraviglioso tributo all’emblema dei supereroi DC. Se non mi credete, andate voi stessi a controllare su YouTube.
Ad onor del giusto mi sento in dovere di nominare altri tre giochi che mi hanno catturato ma che purtroppo non hanno dietro una cronistoria videoludica degna di nota, ovvero il divertentissimo Hulk (Xbox, 2003), il massive multiplayer DC Universe Online che consiglio a tutti e il fighissimo Deadpool risalente alla scorsa estate.

Dopo la sopracitata pappa storica, vorrei soffermarmi su alcuni aspetti a mio parere molto importanti che non dovrebbero passare in secondo piano. Fumetti e videogiochi potranno anche far parte dello stesso ambito che ad alcuni piace definire ‘comics’ ma non rappresentano due facce della stessa medaglia: infatti, i numerosi flop compiuti da publisher e sviluppatori che hanno cercato di riassumere milioni di pagine in decine di ore di gioco sono onestamente giustificabili se si pensa che molto peggio accade in ambito film, basti pensare a quanti titoli basati su saghe inestimabili come il Signore degli Anelli o Harry Potter (esempio lampante) abbiano letteralmente puzzato. Polimerizzare due fra i titani dell’intrattenimento è un’impresa davvero ardua che richiede tempo e maestria: se si cerca di esulare troppo dal cartaceo si rischia di deludere i fan, se si percorre la strada inversa ci sarà un rischio di eccessiva linearità e scripting selvaggio.

In barba a tutto ciò emergono le eccezioni a regola d’arte come Batman: Arkham Asylum e Sam & Max: Hit the Road, che sbrilluccicano grazie a sapienti sceneggiature e restituiscono ai fan la speranza di poter, più spesso, interagire orgogliosamente con le loro opere fumettistiche impugnando un controller o mouse e tastiera senza aggrottare le sopracciglia e tirar fuori la lingua.

L’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft approvata dalla commissione europea

L’ Unione europea ha autorizzato l’offerta di Microsoft per l’acquisto di Nokia. In una dichiarazione, la Commissione afferma che la “sovrapposizione delle attività delle due società in questo settore è minima e ci sono molti rivali, come Samsung e Apple che garantiscono la giusta competizione sul mercato.”
L’ex CEO di Nokia Stephen Elop si unirà a Microsoft per “guidare una squadra allargata sui Device” che comprenderà Surface , dispositivi Windows Phone e giochi Xbox. 
Per definire l’affare è necessaria ancora l’approvazione di tantissime commissioni in giro per il mondo. Ogni nazione ha la sua e per evitare di non poter accedere a particolari mercati, Microsoft e Nokia stanno procedendo con le dovute cautele.

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Winamp chiude? Forse no: Avviate le trattative tra Microsoft e Time Warner

A quanto pare per Winamp c’è ancora speranza.
L’annuncio della chiusura della Nullsoft, proprietaria del lettore multimediale, il 20 dicembre aveva gettato gli appassionati nello sconforto (ne abbiamo parlato Qui).
Winamp e le sue applicazioni, sono ancora oggi scaricate e utilizzate da milioni di utenti in tutto il mondo. E’ stato il primo lettore multimediale a leggere il formato Mp3 e rappresenta un caposaldo della storia della Rete.
Ma a quanto pare si è aperto uno spiraglio.
Secondo il blog tecnologico Techchrunch e alcuni insider, La Microsoft e AOI – Time Warner, proprietaria di Nullsoft e del marchio Winamp, avrebbero iniziato le trattative per la cessione del celeberrimo lettore e di tutte le applicazioni ad esso collegate.
L’annuncio è atteso per queste settimane, sicuramente prima della fatidica data del 20 dicembre.
Sulle motivazioni di questa improvvisa trattativa, esperti e blogger tecnologici di tutto il mondo sembrano essere concordi.

Da un lato AOI – Time Warner si libererebbe di una sua piccola divisione poco redditizia e gestita male guadagnandoci un bel gruzzoletto. Dall’altra parte il colosso di Redmond, sta cercando di rimediare ai disastri di Zune, investendo in nuove soluzioni per la musica digitale.
A giugno Microsoft aveva lanciato Xbox Music su console, Windows 8, Windows RT, Windows Phone, iOS e Android. Il nuovo servizio offre streaming gratuito con annunci pubblicitari o in abbonamento. 
Attraverso Winamp e le sue app mobile, per la nuova piattaforma Microsoft sarebbe possibile raccogliere informazioni e selezioni musicali di milioni di utenti sparsi in tutto il mondo.
Inoltre Nullsoft è proprietaria della piattaforma streaming SHOUTcast, che al momento ospita oltre 50.000 web radio che, se le trattative andranno in porto, verrebbero integrate in Xbox Music, rendendo il nuovo servizio di musica digitale di Microsoft uno dei più completi al mondo.
Gli appassionati restano in fremente attesa, un po’ fiduciosi, un po’ scettici, ma con la consapevolezza che la salvezza di Winamp è un affare che conviene a tutti.

Google e Microsoft: un algoritmo contro la pedofilia online

Via la pedopornografia da internet: obbiettivo arduo, se pensiamo alla vastità della rete, ma necessario per proteggere le fasce più deboli e i più piccoli dalle insidie del web. E, da oggi, obbiettivo che appare sempre più vicino: Google e Microsoft, infatti, hanno sviluppato insieme una serie di software che renderanno più difficile reperire immagini di minori vittime di abusi. Come spiega Eric Schmidt, presidente del consiglio di amministrazione di Google, “il sistema cancellerà dal web oltre  100 mila termini che possano ricondurre a contenuti pedopornografici. Al posto dei risultati della ricerca l’utente troverà una pagina vuota, priva di link”, e poi continua “Se pensiamo che a breve il software sarà disponibile in oltre 150 lingue è facile comprendere come l’impatto sarà certamente rivoluzionario ed efficace”. Anche Microsoft, che ha lavorato allo sviluppo del progetto, ha deciso di applicarlo al suo motore di ricerca, Bing. “L’efficacia del sistema”, dichiara ancora Schmidt, “sta nel sistema di riconoscimento facciale: quando si registra un’immagine pedopornografica con la faccia di un minore vittima di abusi, questa viene automaticamente rimossa e non è più reperibile”.
“Un’iniziativa lodevole, ma non basta”. Così Jim Gamble, ex executor chief del servizio di protezione dei minori sul web del Regno Unito, si esprime sul nuovo sistema. “I pedofili” dichiara Gamble “non vanno su Google a cliccare “immagini”, ma condividono la loro malata perversione ai limiti di internet, in siti e piattaforme in cui è difficile entrare e incidere con questi sistemi”. Anche altre associazioni di attivisti, pur apprezzando il progetto, esprimono dubbi sulla sua reale efficacia e lo stesso Schmidt, nel presentarlo, ha detto chiaramente che non è ancora possibile attuare un controllo preventivo sui contenuti messi in rete, ma solo una censura ex post. Dunque, un primo passo per vincere una battaglia che si preannuncia ancora lunga. 

Un futuro senza Xbox e Bing per Microsoft

Che l’aria in casa Microsoft sia tesa da molti anni ormai è cosa risaputa, soprattutto ora che il suo CEO Balmer è stato messo alla porta la lotta per la sua successione crea sicuramente attrito nell’ambiente. Ma la voce che fa più rumore a Redmond è quella di Stephen Elop, attuale amministratore delegato di Nokia e principale indiziato per la successione a Balmer. Andiamo per gradi.

Microsoft negli ultimi anni non se la sta passando bene: non in termini finanziari, dove continua ad avere risultati record, quanto in termini di popolarità ed innovazione. Il vecchio consiglio di amministrazione non ne ha azzeccate molte negli ultimi anni e dopo Windows Xp (2002) di trionfi non ce ne sono stati moltissimi. Il comparto Game con il mondo Xbox ha stentato a decollare, e anche la nuova console Xbox One che è in uscita tra pochi giorni, ha avuto una gestazione travagliata fatta di rinvii e promesse rimangiate, quella su tutti di avere a disposizione i giochi nel cloud legati al proprio Account Live. 
Il lato Pc è stato un vero disastro: Windows Vista è stato il peggior sistema operativo della storia, seguito a ruota da un Windows 8 ancora troppo acerbo. In mezzo l’eccezionale Windows 7, accantonato troppo in fretta sull’onda della rivoluzione tablet, per far spazio appunto alla versione 8. Proprio il mercato Tablet e Mobile è quello dove Microsoft zoppica tantissimo, a causa di una partenza in colpevole ritardo sugli avversari causato dalla poca lungimiranza del suo direttivo. Windows Phone e le versioni RT del sistema operativo desktop sono ancora mal visti dai consumatori, che preferiscono Android o iOS, e l’acquisto di Nokia di qualche mese fa sicuramente non ha portato la serenità che ci si aspettava creando confusione nella gamma dei prodotti e competizione interna su progetti simili delle due aziende.
Elop in tutta questa storia cosa c’entra? 
Stephen Elop
Secondo indiscrezione del noto giornale Bloomberg, il timoniere di Nokia ha presentato il suo progetto all’assemblea con i dirigenti Microsoft ed è stato molto chiaro sulla sua linea: chiudere o vendere Bing, vendere la piattaforma Xbox, rivoluzionare Office. 
Per chi non lo sapesse Bing è il motore di ricerca che doveva fronteggiare e sconfiggere Google, ed è costato miliardi di dollari in ricerca e in pubblicità, e nonostante fosse di default su tutti i pc venduti con Windows installato, la guerra è stata miseramente persa. Il prodotto è oggettivamente valido, con un’ottima gestione delle mappe in collaborazione con Nokia che è anche proprietario di Navteq, ma l’interfaccia di Google è per molti il sinonimo di Internet.

Presentazione di Bing
La rimodulazione di Office è una delle mosse più sensate di Elop, che vuole rendere la suite di produttività un Plus per chi acquista prodotti Microsoft mentre ora è vista come un esborso inutile e evitabile. L’obiettivo è di portare la piattaforma di produttività anche su altri sistemi operativi, specialmente in ambito Mobile con la versione Office 365, in modo da vincolare gli utilizzatori ad un canone mensile per avere tutta la produttività su tutti i dispositivi, anche di piattaforme diverse.

Xbox One
Sicuramente quello che più ci sconvolge è l’intenzione di vendere la sezione Game. Senza dubbio la divisione non frutta come dovrebbe, e i costi in ricerca e sviluppo sono stati enormi nell’ultimo periodo con gli utili che arriveranno negli anni a venire. Il servizio Live è molto costoso da mantenere, senza contare che le prevendite di Xbox One sono andate sì bene, ma non ai livelli di PS4 e quindi la paura maggiore è quella di ripetere la figuraccia della prima Xbox. 
Sono tutte scelte molto coraggiose e rivoluzionare, necessarie in un ambiente un po’ adagiato sugli allori di un passato glorioso. Un passato lontano, molto molto lontano.

Nokia Lumia: Tablet 2520, Phablet 1520 e 1320 prezzo e caratteristiche tecniche

I dati registrati alla fine di Ottobre sulle vendite del segmento mobile fanno ben sperare Nokia, che ha visto aumentare la sua penetrazione nel mercato del 300% rispetto al dato dell’anno scorso, portandola all’8,6% di copertura sul totale del mercato mondiale di telefonia.

Forte di questo successo, la casa finlandese ha in serbo per l’immediato futuro una serie di prodotti di altissimo livello.

Partiamo con il primo tablet della famiglia Lumia, il 2520, prodotto di fascia altissima che ha in dotazione un display da 10,1 pollici Full Hd Ah-Ips, un processore quad-core Snapdragon 800 a 2,2Ghz, 2Gb di Ram e 32 Gb memoria espandibile con MicroSd fino ad altri 32Gb. 
Lumia 2520
Completa il parco hardware una fotocamera da 6,7 Mpixel con lenti Zeiss a focale f/1.9 in grado di registrare filmati in 1080p a 60fps e una fotocamera frontale Hd da 2Mpixel per le video chiamate. La connettività è garantita da Wifi G/N e il supporto alle reti 3G e 4G.

Ovviamente a gestire tutta questa potenza non potevamo che trovare Windows 8.1 in versione RT con tutta la suite office preinstallata e i tradizionali software della casa di Redmond, come Skydrive e Skype. Disponibile nei colori Rosso, Bianco lucido, Ciano e Nero opaco, ha come accessorio opzionale una tastiera che garantisce 8000mAh, portando l’autonomia dichiarata a 14 ore, 2 porte Usb e il trackpad con supporto multitouch. 
2520 con Tastiera
Unica pecca della tastiera è il costo un po’ elevato, 150 euro se acquistata a parte, ma sicuramente sarà proposta in bundle a un prezzo più basso. Il 2520 ha un costo di 499 dollari e per ora è disponibile solo in Usa, Finlandia e Regno Unito; da noi arriverà presumibilmente a inizio anno 2014.
Con questo prezzo e queste caratteristiche sicuramente fagociterà le vendite del Surface 2 di mamma Microsoft, che dopo l’acquisto a prezzi di saldo di tutta Nokia, deve ancora sistemare le linee di prodotto e capire chi nel futuro farà cosa.

Le indiscrezioni parlano anche di un secondo tablet in arrivo con il nome in codice di Illusionist, dalla diagonale di 8 pollici per andare a unire la gamma tra il 2520 e il phablet 1520 con display da 6 pollici, anche quest’ultimo presentato di recente e da noi in arrivo entro la fine dell’anno.

Nokia 1520
Il 1520 sarà il nuovo top di gamma della linea Lumia e porterà in dote un display full HD Clear Black da 6 pollici, una CPU Snapdragon 800 a 2,2 Ghz e 2 Gb di Ram, 32 Gb di memoria interna espandibile fino a 64 Gb. Fotocamera da 20 Mpixel con tecnologia proprietaria Pureview , flash dual Led e zoom da 2x, supporto per la registrazione di filmati 1080p a 30fps, ampio supporto alle connssioni LTE, NFC, Wifi, Bluetooth 4,0, GPS e Glonass. La batteria sarà da 3400mAh per un peso di 209 grammi. 
Anche su questo prodotto girano delle indiscrezione che riguardano una versione con display da 5 pollici, destinato all’inizio solo al mercato Usa, mantiene le stesse caratteristiche hardware del 1520 rinunciando alla memoria espandibile e fermandosi quindi a 32gb. Nome in codice “929”.
Lumia 1320
Chiudiamo la carrellata sui prodotti Nokia con il prodotto di fascia media, il 1320, che ha una dotazione hardware ovviamente inferiore ai top di gamma, ma di tutto rispetto. Il processore è un dual core da 1,7Ghz in abbinata a 1Gb di Ram e 8Gb di spazio interno espandibile fino a 64Gb con MicroSd. Fotocamera da 5 Megapixel con autofocus e flash, può registrare a 1080p con massimo 30fps. Non mancano le varie connessioni come Wifi, Bluetooth e 3G, troviamo anche LTE ormai di casa nei prodotti di medio rango di tutti produttori. Completa la scheda tecnica, una batteria da 3400mh e la fotocamera frontale per video chiamata da 0,3 Mpixel. Disponibile in Italia nei primi mesi del 2014. 

Considerazioni

I terminali sono senza dubbio validi anche se una smania di sfornare prodotti degna di Samsung porta ad una svalutazione troppo repentina delle referenze attualmente a listino, ma questa è una logica conseguenza di una campagna mirata ad acquisire fette di mercato al costo di vendere alcuni prodotti in perdita, come sta avvenendo con i lumia 520 di cui troviamo delle offerte clamorose in molti centri commerciali. Senza dubbio Nokia dopo l’acquisizione da parte di Microsoft è tornata ad avere liquidità in cassa e a potersi permettere degli investimenti che fino a due anni fa erano impensabili.

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