Cosa significa scegliere un Sound?

Il sound e le produzioni nella storia della musica rock sono sempre state molto importanti.

Ma cosa significa scegliere un sound?

Per molte persone produzione pulita è sinonimo di giusta scelta artistica. In realtà, questo è decisamente opinabile. Fare arte significa esprimere qualcosa. Ed è forse l’arte destinata ad esprimere solo la felicità, la pulizia o il benessere?
Il disagio, il dolore e la tristezza sono dei sentimenti molto importanti nella vita degli esseri umani. Ognuno di noi ha, nella sua vita, momenti degradati o sotto tono. E ognuno di noi esprime se stesso in maniera differente. La produzione di un cd, la scelta dei suoni, dell’impostazione acustica, dei toni sono dei tasselli fondamentali nel linguaggio artistico che rappresenta la musica.

Quando i Velvet Underground collaborarono con Nico per comporre uno degli album più grandi e importanti nella storia rock, scelsero di utilizzare un sound innovativo e particolare. Violini sterzati e decaduti, chitarre corrotte e voci lancinanti.

E troppe volte si sente criticare questa scelta in maniera davvero insensibile.
Ogni genere musicale tende ad utilizzare uno stesso tipo di linguaggio e produzione: lo stoner, per esempio, amplifica profondamente l’utilizzo di toni particolarmente bassi, per dare senso di instabilità e trip. Il progressive e i generi più tecnici, di solito, preferiscono una produzione pulita che permetta la comprensione diretta e facile degli strumenti e delle composizioni. Il black metal, come buona fetta dell’hardcore punk, sceglie consapevolmente di utilizzare una produzione cupa, distorta e rovinata.

La lista dei generi e degli artisti che hanno utilizzato sound particolari e, talvolta, anche dalla difficile comprensione è immensa. Ma il messaggio è chiaro: prima di scegliere un sound, bisogna davvero sapere quale sia il messaggio artistico che deve trapelare dalla nostra opera.

Sicuramente registrare un album di progressive metal con una produzione grunge non renderebbe molto e viceversa. Ma è importante che le persone che si dicono realmente amanti della musica in quanto espressione umana e artistica capiscano la fondamentale scelta di ogni gruppo e artista. Questo vale non solo per la musica rock, ma anche per l’elettronica. Per esempio, Burial utilizza dei toni bassi e cupi e rappresenta una delle più grandi esposizioni aritstiche della dubstep. La prossima volta che valutate un cd dalla produzione diversa, chiedetevi davvero se è così scadente e distorta per scelta espressiva o per inettitudine.
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L’ultima video intervista di Lou Reed: ‘La musica è la mia vita’

Appena un mese prima della sua morte a 71 anni, Lou Reed il 21 settembre rilasciò la sua intervista finale in cui parla del suo personale rapporto con il suono. “Il suono è più che un semplice rumore, un suono ordinato è la musica”.
La conversazione di Lou che divide la scena con il regista Farida Khelfa, era parte di un servizio fotografico per Parrot (a cui Reed aveva offerto la sua esperienza per il bilanciamento delle cuffie Zik Parrot per renderle più adatte al rock). Nel filmato in cui l’icona rock appare commossa e stanca, ma con la mente lucida, spiega perché è diventato un musicista “devi fare ciò che ami…o ti farai arrestare!” . Poi il discorso ritorna di nuovo sul suono e Reed diventa subito poetico “Riconosco il modo in cui mi piace sentire le cose che suono” e spiega “Non vorrei sentire Beethoven senza i suoi bellissimi bassi, i violoncelli o la tuba. E così che fa Beethoven. Se non avete il basso è come essere amputati. È come essere senza gambe.” 
Dopo avere criticato i suoni su CD che considera “orribili”, Reed ha affermato che aveva appena rivisitato il suo intero catalogo musicale, con l’intenzione di migliorare il profilo sonoro dei suoi dischi. “Ho rimasterizzato ogni album sfruttando le nuove tecnologie. Ed è così bello che mi sono commosso, sono emotivamente colpito dal suono”. Alla domanda riguardo al suo primo ricordo del suono Lou risponde “Noi tutti condividiamo la stessa esperienza, il primo ricordo del suono dovrebbe essere il battito cardiaco di tua madre, si cresce ascoltandone il ritmo”.