Nuovo video per gli Arctic Monkeys: ‘One for the road’ è una gita in campagna

Nuovo video per gli Arctic Monkeys per il quarto singolo estratto da AM. One for the road è stato girato in una location decisamente inusuale per la band di Sheffield, abituati come siamo a vederli in ben altri ambienti. Che siano addirittura arrivati a pensare di essere braccia rubate all’agricoltura? Oppure vogliono semplicemente ricordarci le loro origini umili? Noi pensiamo sia più probabile la seconda ipotesi, se questo dovesse essere il messaggio.

L’atmosfera iniziale, con fumi annebbianti e giacca marchiata, ricorda vagamente (vagamente, eh…) la copertina di Quadrophenia, se non fosse per il trattore e i campi di granturco sullo sfondo. La scelta del bianco e nero concede una visione un po’ amarcord, decisamente strana, funerea e diversa da qualsiasi altro videoclip.
Solo verso la fine, le cose cominciano a diventare più chiare: la nebbia si dirada (neanche più di tanto), mentre modelle, dalle quali gli amanti di Thriller si aspetterebbero una trasformazione in zombie, rimangono incolonnate intorno alla band, che chiude il corto in un’atmosfera da 4 Luglio. 

Nuove atmosfere che sembrano portare bene agli Arctic, dato il successo ottenuto ai Q Awards, in cui la celebre rivista inglese ha giudicato “Do I wanna know?” la miglior traccia 2012/13. È il nuovo che avanza, e quindi ben vengano gli esperimenti.

Quando l’indie rock si ispira al rap: il nuovo disco degli Arctic Monkey, AM

Distorti come il punk, diretti come il pop, ironici come l’hipster. Non c’è dubbio, gli Arctic Monkey sono una delle band più importanti nel panorama indie degli ultimi 10 anni, scena che la band di Sheffield ha contribuito a modellare e ridisegnare, ridefinendone l’estetica ed arricchendola di una coraggiosa, pazza sperimentazione.
Ed è proprio il coraggio la qualità che certo non manca alla band di Alex Turner, visto che nel prossimo album AM, in uscita il 9 settembre, la band inglese tenta una fusione tra il rock anni 70, l’hip hop moderno e l’ R&B.

Nel “Rancho de la luna”, lo studio di registrazione di Josh Homme, in Caifornia, Alex e i suoi si sono rinchiusi per mesi, ascoltando ossessivamente, parole del leader del gruppo indie, i dischi di Outkast e Notorious Big. “Quel sound ha finito per impossessarsi del tutto spontaneamente dei nuovi pezzi”. Insomma, nel calderone delle influenze sonore e stilistiche degli Arctic sembra aver trovato spazio anche l’Hip Hop, in una continua commistione tra vecchio e nuovo che sicuramente farà discutere.

“La verità”, conclude Turner, “è che la musica è un po’ come una reazione chimica. Devi dosare gli elementi e vedere se andrà a finire con un’esplosione”. Intanto la critica storce il naso di fronte al singolo di apertura RU Mine che non convince appieno. Insomma, aspettando di vedere questa esplosione, ci accontentiamo del fumo!

Francesco Bitto