La Grecia reagisce al fascismo, ‘decapitata’ Alba Dorata

Pavlos Fyssas, il rapper ucciso lo scorso 17 Settembre da Alba Dorata

Il cambio di rotta era nell’aria. Che la Grecia, nell’affannoso tentativo di uscire dalle secche della crisi, non potesse trascinare con sé la zavorra di Alba Dorata sembrava ogni giorno più ovvio: la violenza, il terrore, l’ignoranza di questo neofascismo paramilitare erano per Atene un pessimo biglietto da visita. Ma l’omicidio di Pavlos Fyssas, rapper 34enne, e le minacce di dimissioni di massa (vi ricorda qualcuno?) hanno fatto sì che quello che resta dello Stato di Diritto, travolto dalla miseria e dalla fame del popolo, desse un ultimo, letale colpo di coda. Nella notte tra ieri ed oggi sono infatti finiti in manette il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, il portavoce Ilias Kasidiaris e 36 militanti, tra i quali ben 13 parlamentari su 18 (2 sono attualmente in latitanza). Un colpo mortale alla testa del gruppo, che nei mesi scorsi sembrava destinato a prendere le redini della Grecia con una svolta autoritaria.

Sono state le minacce di dimissioni a spingere il governo e la polizia ad agire contro Alba Dorata, i cui esponenti erano già sospettati di essere i mandanti dell’omicidio del giovane rapper. In un momento in cui una crisi istituzionale avrebbe di fatto ostacolato l’arrivo degli aiuti economici dall’UE la miopia politica di Alba Dorata stava facendo rischiare troppo il premier Samaras. Azione giudiziaria o repressione politica? Probabilmente entrambe: un’ultima alleanza di forze democratiche nel tentativo di salvare la Grecia.

Michaloliakos esegue il saluto romano a un raduno di neofascisti

In attesa dei processi i militanti di Alba Dorata si stanno radunando in queste ore sotto le sedi della polizia, e non è difficile che si arrivi a scontri. 

Fonti dei servizi segreti, riportate in queste ore sui quotidiani, segnalano infatti come siano stati individuati numerosi campi di addestramento di Alba Dorata in tutto il paese, nonché di come vi siano le prove del coinvolgimento diretto di esponenti di spicco del partito in  violenze perpetrate in questi mesi ai danni delle minoranze etniche. Di certo, ad Atene, la situazione rimane tesa. Ma, per la prima volta dopo anni, la Grecia sembra abbastanza forte da fare fronte comune contro una vera e propria minaccia interna.
Roberto Saglimbeni
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Mille volte grazie all’Hip Hop

Un grazie all’Hip Hop per aver insegnato il significato della parola “meritocrazia” al paese della raccomandazione, perchè in questa cultura chi merita va avanti e chi è raccomandato, prima o poi… si scioglie.
Un grazie all’Hip Hop per aver colmato una voragine culturale gigantesca, per averci fatto uscire da un medioevo intellettuale che negli ultimi 20 anni ha erto a modelli gli emblemi della nullafacenza e della sterile apparenza, confondendo e guastando le aspirazioni dei giovani, mortificandone l’intelligenza e il talento.

Un grazie all’Hip Hop, specialmente a quello italiano, per aver avuto la forza di rialzarsi , ad un passo dalla definitiva estinzione, amplificando il suo messaggio, portandolo a vette mai toccate prima di oggi, sempre di più, sempre a più gente sempre più forte. Grazie quindi all’underground, che tiene vivo il vero spirito e i veri valori di questa cultura, e un grazie anche al mainstream, che consente a una gran quantità di gente di potersi avvicinare a qualcosa che altrimenti non avrebbe conosciuto.
Un grazie all’Hip Hop perchè è democratico e perchè permette a tutti di potersi esprimere: a chi non ha un foglio di poter scrivere poesie, a chi non ha studiato pianoforte di poter fare musica , a chi non ha una tela di poter fare arte e a chi non ha studiato danza classica di poter ballare.

Un grazie all’Hip Hop perchè ci rende indipendenti dagli strumenti e persino dalla consolle. Un grazie a tutti coloro che fanno Beat Box, perchè ci consentono di poter rappare anche senza corrente.

Un grazie all’Hip Hop per averci liberato dalle camicie, dai mocassini e dai pinocchietti. Perché sei ciò che pensi e ciò che sai fare, non ciò che vesti!
Un grazie a tutti i writer, che nei quartieri degradati, orfani di una deindustrializzazione traditrice, rischiano in prima persona pur di fare arte, avendo poi il coraggio di guardarla svanire, giorno dopo giorno, pioggia dopo pioggia.

Un grazie a tutti i rapper, perché hanno liberato la musica da un’ipocrisia asfissiante, perché non parlano solo d’amore ma anche del mondo che ci circonda, con le sue storture e i suoi drammi, di tutte quelle emozioni negative di cui la narcolettica musica italiana sembra essersi dimenticata.
Un grazie ai B-Boy perchè ci han fatto capire quanto sia ridicolo restare ingessati nei club, muovetevi ragazzi!
Grazie a tutti i produttori e a tutti i Dj, che nonostante i continui insulti da parte di chi afferma che la loro non sia musica, continuano a sudare per farci contenti. Signori, la musica si evolve ed oggi si può fare anche al PC e alla consolle, fatevene una ragione!

Un grazie a tutti i freestyler e alle loro battle, perché ci consentono di risolvere pacificamente screzi che, fino a 30 anni fa in America, si risolvevano sparando nei ghetti. L’Hip Hop ha portato pace in terra di guerra e parole al posto del sangue, peace!
Un grazie all’ Hip Hop perché è la cultura che mi rappresenta, perché mi completa, mi sazia, mi consente di esprimere ciò che ho da dire a 360 gradi, in qualsiasi campo, in ogni parte del mondo, in ogni momento. Perché mi ha insegnato il valore del talento e del rispetto, perché mi ha dato, e ci ha dato, una chance.


Francesco Bitto

E tu? Dì il tuo grazie all’ Hip Hop qui sotto!