"Dove dormono i bambini" un reportage di James Mollison

Dovendo trovare un’idea per un fotoprogetto in favore dei diritti dei bambini, il fotografo James Mollison ha pensato al significato della propria cameretta durante la sua infanzia. 
“Mi venne in mente che un modo per affrontare alcune situazioni complesse o problematiche sociali che colpiscono i bambini potrebbe essere quello di guardare le loro camere da letto. Fin dall’inizio, non volevo interessarmi solo di ‘bambini bisognosi’ che vivono nei paesi in via di sviluppo, ma piuttosto a qualcosa di più inclusivo, cioè di bambini che vivono in situazioni diverse fra loro”.
Mollison presenta una serie di ritratti di ciascun bambino o adolescente accompagnato affiancato alla propria camera. In questo modo il fotografo riesce dare una prospettiva intima di ciascun bambino offrendo allo spettatore un’idea dello stile di vita di questi bambini. A volte questa combinazione può essere difficile perché non tutti bambini dormono in una camera e in un letto vero e proprio come nel caso di Bilal, ragazzo di 6 anni, pastorello beduino. Il bambino viene lasciato dormire all’aperto con il gregge di capre di suo padre. In estrema alternativa Mollison presenta Kaya, bambina di 4 anni che abita a Tokyo, circondata da una vasta varietà di giocattoli e articoli di lusso, che riempiono la sua camera. Per lei sua madre riesce spendere fino a 1000 dollari al mese.
Anonymous, 9 anni, Costa d’Avorio

Kaya, 4 anni, Tokyo, Giappone

Jaime, 9 anni, New York, USA

Ryuta 10 anni, Tokyo, Giappone

Nantio, 15 anni, Lisamis, Kenya

Kana, 16 anni, Tokyo, Giappone

Indira, 7 anni, Kathmandu, Nepal

Alex, 9 anni, Rio de Janeiro, Brasile

Dong, 9 anni, Yunnan, Cina

Ahkohxet, 8 anni, Amazzonia, Brasile

Alyssa, 8 anni, Harlan County, USA

Li, 10 anni, Pechino, Cina

Bilal, 6 anni, Wadi Abu Hindi, West Bank
Joey, 11, Kentucky, USA

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Il Bibliomotocarro: i libri hanno messo le ruote

“Se i libri sono lontani, come dite voi, che possiamo fare?”. “Li dobbiamo avvicinare” rispondevano con la semplicità, la spontaneità e la naturalezza dei bambini.
“E come?” – chiesi.
E Michele, in quell’occasione il più ispirato, con tempestività sentenziò:
AI LIBRI DOBBIAMO METTERE LE RUOTE“.
Era l’idea. Nacque così IL BIBLIOMOTOCARRO: i libri hanno messo le ruote.
Con questo dialogo di vita quotidiana Antonio La Cava, maestro elementare in pensione, ci narra la nascita del suo progetto volto ad avvicinare i lettori più piccoli e non alla passione e all’amore per i libri. Ma in che cosa consiste questo Bibliomotocarro? Semplicemente, il maestro ha trasformato e riadattato una piccola Ape 50 a biblioteca ambulante assai ben attrezzata e predisposta per rispondere alle richieste di chi vi si accosta. Il progetto, operativo dal 1999-2000, svolse per i primi sette anni un servizio di prestito gratuito dei libri nel pomeriggio-sera del sabato a Ferrandina, comune della Basilicata, con otto fermate nei rioni del centro storico e nei quartieri moderni del paese e la domenica a Salandra, sempre in Basilicata, con due fermate, la prima a Montagnola alle 10 e la seconda in piazza San Rocco alle 11.

Ma perché proprio un motocarro? “Perché il motocarro è un mezzo popolare, umile, semplice: le qualità giuste perché l’idea risultasse vincente. Il Bibliomotocarro, infatti, è a dimensione di bambini, li mette a loro agio, avvicina a loro i libri così tanto da creare, tra libri e bambini, familiarità, dimestichezza, amicizia: una rivoluzione, insomma, nel campo della promozione della lettura, sopratutto pensando a come il libro viene spesso visto e vissuto. In Italia si legge poco, ma in Basilicata si legge ancora meno per tante ragioni che hanno tutte, però, un elemento in comune: la lontananza del libro”.
A questo progetto, se ne affiancò ben presto un altro: I libri al citofono. Nelle scuole vennero installate delle cassette di color celeste simili a quelle della posta nelle quali chiunque poteva imbucare la propria richiesta del libro da leggere, indicando giorno ed ora in cui gradivano riceverlo direttamente a casa. Purtroppo quest’iniziativa, per motivi di natura economica, è stata abbandonata dopo soli due anni. A maggio di quest’anno, dopo dieci anni, il Bibliomotocarro è ripartito alla volta di Torino per partecipare al Salone internazionale del libro e promuovere la candidatura di Matera come capitale europea della cultura nel 2019. Per essere sempre aggiornati sulle iniziative promosse dal Bibliomotocarro, si può visitare il sito http://www.ilbibliomotocarro.com.
Allora davvero in questo caso si può affermare: “… si tu ne vas pas au livre, le livre irà a toi“, che assume un valore ancora maggiore nel clima di quasi totale disaffezione e lontananza delle giovani generazioni dalle magiche pagine dei libri, che aiutano bambini e adulti a scoprire nuovi mondi e, perché no, anche se stessi.

Lucia Piemontesi

La scienza conferma che videogiochi e violenza non sono affini

Sebbene da anni la critica mediatica starnazzi senza sosta a riguardo, mai nessuno è riuscito a provare scientificamente che i videogiochi suscitino e stimolino comportamenti violenti o pericolosi nei bambini.
Al contrario, uno studio condotto dall’Università di Glasgow conferma l’assoluta inesattezza delle suddette congetture.
L’esposizione ai videogiochi non provoca alcuna alterazione nel comportamento, nell’attenzione e nella sfera emozionale.
Di contro, guardare 3 ore di televisione ad un’età di 5 anni potrebbe condurre a un piccolo aumento di problemi comportamentali in soggetti dai 5 ai 7 anni.
Né la televisione né i videogiochi causano disturbi recettivi o caratteriali.
Nei risultati non è stata riscontrata nessuna differenza tra soggetti maschili e femminili.
Si tratta di uno tra i più vasti ed accurati studi mai intrapresi nel settore e lascia poco spazio ai detrattori che a mio parere non valutano l’aspetto migliore dell’intrattenimento videoludico, ovvero l’influsso benefico e stimolante che ha verso l’immaginazione di grandi e piccini.
Al di là di tutto, comunque, il buon senso dovrebbe guidare ogni mente umana nella scelta di ciò che è giusto e sbagliato per il singolo, senza esser schiavi di pregiudizi e dogmi di alcun tipo e senza deresponsabilizzarsi affibbiando la colpa delle proprie azioni a terzi (animati o inanimati che siano).
E, in fin dei conti, questo studio non racconta proprio nulla che non sapessimo già.

In vendita la casa di Pinocchio: vale dieci milioni di euro

Tra il 1881 e il 1883 venne pubblicato a puntate su di una rivista per bambini il libro “Le avventure di Pinocchio”. Il celebre personaggio, creato dalla penna di Collodi, si ritrova però ora senza casa.
Nonostante l’umiltà della piccola bottega in cui Geppetto diede vita al famoso burattino, le vicende narrate da Carlo Collodi – pseudonimo di Carlo Lorenzini – furono in realtà ispirate da Villa di Colonnata, un vasto immobile nei pressi di Firenze. Lo scrittore viveva infatti in una casa adiacente alla villa, che visitava spesso con il fratello e i cui luoghi furono di grande influenza per la stesura del suo più celebre romanzo.
Villa di Colonnata – attualmente di proprietà della famiglia Gerini e in vendita a 10 milioni e mezzo di euro – è un ampio edificio di 3.000 metri quadrati, situato a Sesto Fiorentino, nei pressi di Firenze. L’abitazione è circondata da un giardino di ben sette ettari, che comprendono un prato noto come “Il Campo dei Miracoli”, in cui, secondo la leggenda, nel 1870 un giardiniere trovò un gruzzolo di monete d’oro, che si moltiplicarono di giorno in giorno.
Proprio da questa leggenda lo scrittore si ispirò per il suo Campo dei Miracoli, il luogo in cui il Gatto e la Volpe portarono Pinocchio a seppellire gli zecchini d’oro regalatigli da Mangiafuoco, convincendolo che, il giorno dopo, avrebbe trovato un albero i cui frutti sarebbero stati del denaro. Come è ben noto, il burattino, ingenuo e credulone, cadde nel tranello dei due truffatori, perdendo così i suoi pochi risparmi.

Nel laghetto della villa è poi presente un isolotto caratterizzato da una grotta con la volta ‘dentata’, che ispirò probabilmente il pescecane che inghiottì il burattino, riunendolo però in questo modo a suo padre Geppetto. Si può trovare inoltre, sempre nel grande parco dell’abitazione, un rudere che rappresentava una volta la dimora della Fata dai Capelli Turchini, protettrice di Pinocchio.
La casa è oggi visitata soltanto da alcuni gruppi scolastici o dai fan più accaniti del burattino, come ricorda Giuseppe Garbarino, storico locale attualmente impegnato nella stesura di un libro riguardante proprio Pinocchio, che spesso accompagna i più appassionati tra le stanze e i giardini della casa, mostrandone i segreti.

24 esempi di giocattoli da non regalare ai vostri figli!

Ah… i giocattoli! Chi non ne è stato affascinato durante la propria infanzia (e non solo!)? Probabilmente ognuno di voi avrà un bel ricordo legato ad un balocco ricevuto in un’occasione più o meno speciale, che fosse il regalo di compleanno fatto dai vostri genitori o una strenna natalizia portata dallo zio che lavora fuori città. Certo bei ricordi… ma non sempre! Di certo nella vostra lista ci sarà stato quel regalo poco azzeccato, della vecchia zia un po’ rimbambita che si è fatta consigliare dal giocattolaio, che le ha ovviamente propinato il fondo di magazzino che non riusciva a scrollarsi di dosso, o magari della nonna che vi continuava a vedere come bambini nonostante foste alle porte dell’adolescenza e vi ha fatto dono di un trastullo per lattanti.
Ognuno di voi avrà di certo molti ricordi al riguardo, ma spero per voi che nessuno fosse al livello di quelli che state per vedere… e se ci sono dei genitori a leggere questo post, prendetelo come promemoria degli errori da non fare! Viene da chiedersi cosa passasse per la mente di chi li ha realizzati…

1) Una raccapricciante lattante incinta

Oltre il concetto di matryoshka

2) Hitler

Piccoli neonazisti crescono…

3) La “Bambola della Pubertà”

Risparmierà alle mamme un mucchio di spiegazioni

4) La bambina che balla la Lap Dance

Quando una bambina dirà che da grande vorrà fare la “ballerina” potrebbe venirvi il dubbio…

5) Un palo per spogliarellista Lap-Dancer con istruzioni per l’uso in DVD

Dopo aver regalato la precedente bambola sarà il passo successivo…

6) L’esibizionista

Perchè, dopo aver visto che Ken è liscio, alcune bambine si sono lamentate

7) Una bambola incinta con pancia apribile

…perchè parlare della cicogna è mainstream

8) Lo scimmiotto nella culla

La nuova frontiera del politicamente scorretto

9) La Barbie Oreo

Ho i miei dubbi che mangiandoli si otterrà lo stesso fisico

10) Il Dildo Dora

Le esplorazioni di Dora non finiscono mai di stupire

11) Le gelatine a forma di pene

…perchè?

12) Il malvagio narvalo che impala degli animali adorabili

Il povero koala sembra un po’ fuori luogo

13) La salsiccia che spruzza

E vai coi doppi sensi

14) XXX-Men

Si commenta da sola…

15) Il possente razzo del punitore

Ognuno ha le sue armi…

16) L’asta di Winnie the Pooh

Avrà visto un barattolo di miele

17) Il campo di concentramento lego

Probabilmente piacerà ai bambini che hanno giocato con la bambola di Hitler

19) Il volto che sembra voler mangiare la tua anima

Non voglio sapere come riavere indietro le monete…

19) La creatura topo-bambino

Altro che furby!

20) Lo scimpanzè dallo sguardo assassino

Non fissatelo negli occhi

21) Sig. Bottoni

Vuole solo il vostro cuore… in senso letterale

22) Qualunque diavolo di cosa sia…

Pare che di chi ha scattato la foto non si sappia più nulla

23) Il bambino ewok zombie

Il peluche che vi aiuterà a dormire

24) Il dito inquisitore di E.T.

Guardate il lato positivo… almeno lo vedrete al buio

…e se non volete correre anche voi il rischio di acquistare il giocattolo sbagliato per vostro figlio vi converrà fare un salto su Amazon!

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