Libro o maglietta? La strana invenzione di Danny Fein

“To me, each poster I design, print, roll, and ship signals that love for literature is stronger than ever.” 
Negli ultimi anni si è spesso discusso riguardo la celebre lotta tra i libri su carta e gli e-book, considerando i pro e i contro di ognuno dei due. Sono in molti a non apprezzare i nuovi formati digitali, ma l’idea più originale per preservare le parole stampate viene dal Massachusetts, dove Danny Fein, avvicinatosi all’arte della litografia insieme al fratello Corey, ha deciso di stampare i grandi classici della letteratura su delle magliette, in modo da poter portare letteralmente sempre con sé le proprie opere preferite. Il testo completo copre ogni centimetro della maglia e, pur essendo di piccole dimensioni, è perfettamente leggibile. Un’altra particolarità di queste t-shirt è il disegno – a colori o in bianco e nero – che, formato anch’esso dalle parole dell’opera, rappresenta un’immagine legata alla trama del libro. Il testo è copiato rigorosamente in modo integrale, con l’eliminazione di alcune piccole parti solo in caso di taglie piuttosto piccole; le magliette sono sia unisex che da donna, di varie misure e colori.
Ventimila leghe sotto i mari
Questo insolito progetto dei libri stampati su stoffa è nato nel 2011 grazie ai finanziamenti (circa 3.000 dollari) fatti in prima persona da Danny Fein e contava inizialmente solo pochi titoli. Da aprile 2012 il programma si è espanso con la creazione di due nuove opere stampabili ogni settimana e, una volta ottenuto un discreto successo, Danny ha poi creato, con l’aiuto Steve Walters della Screwball Press, una linea di poster serigrafati, sempre rappresentanti i capolavori della letteratura mondiale. I poster, sia a colori che in bianco e nero, sono di varie misure, dai più piccoli di 18×24 pollici ai più grandi di 36×54, che vengono usati soprattutto per i testi più lunghi. 
Orgoglio e pregiudizio
Attualmente il progetto delle t-shirt e dei poster serigrafati è ancora attivo sul sito di Danny Fein, soprattutto grazie alla collaborazione di vari artisti, grafici e disegnatori provenienti da tutto il mondo. I poster e le magliette hanno ottenuto un così grande successo che il mercato si è ultimamente espanso anche a delle borse, dove vengono rappresentati con la stessa tecnica i più famosi classici. 
Alice nel Paese delle Meraviglie
Tra i maggiori titoli (ovviamente in lingua inglese) presenti sul sito è possibile trovare opere come Alice nel Paese delle Meraviglie, Ventimila leghe sotto i mari, Frankenstein, L’origine delle specie, Don Chisciotte, Madame Bovary, Il grande Gatsby, Moby Dick, Le fiabe di Andersen, Canto di Natale, Pinocchio, Anna Karenina, Emma, Il giro del mondo in ottanta giorni, Dracula, Delitto e Castigo, Gente di Dublino, Amleto, I miserabili e molti altri ancora. 
Dracula
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Doris Lessing: si è spenta la scrittrice Premio Nobel nel 2007

Si è spenta a Londra, alla venerabile età di 94 anni, Doris Lessing, scrittrice Premio Nobel per la Letteratura 2007. Autrice prolifica -un’intera esistenza dedicata all’arte ed alla letteratura- nel corso della sua carriera ha scritto ben 50 romanzi appartenenti a generi molto diversi, rivelando singolare duttilità stilistica e ponendosi come modello irriverente di un femminismo attivo, ma sempre “consapevole e disincantato”. 

Nata in Iran nel 1919 e vissuta in Zimbabwe, all’epoca colonia britannica, ha anche cantato le difficili esperienze dei coloni del Regno Unito, nonché degli indigeni della Rhodesia. Autodidatta, spirito ribelle ed indipendente, fin da subito in conflitto con l’autorità materna e con le convenzioni sociali, a 15 anni è già fuori casa, a 19 sposata e con due figli, in seguito divorziata in Inghilterra, dove rimane per quasi mezzo secolo, fino alla morte.

Spirito affascinante ed originale, autrice della libertà, appassionata, spesso anche ai confini della causticità, tutta la sua poetica si ispira a dettami suggeriti da impulsi irrefrenabili, che partono dall’impegno radicale dei temi sociali (la Lessing vive in pieno il Nazismo ed il Comunismo, “…che sembravano destinati a durare mille anni…”, un secolo di vita che attraversa la fine della Grande Guerra e la Seconda, gli anni Cinquanta e Sessanta, fino ad un nuovo millennio) per giungere alla visionarietà di quelli di fantascienza (si pensi solo a “Canopus in Argos”, serie di racconti basata, in parte, sul Sufismo), cui il Premio Nobel affida tutta se stessa, in una sorta di “testamento spirituale”.

Il suo romanzo più celebre, “Il taccuino d’oro”, considerato dai più la “bibbia del femminismo”, per l’autrice non è altro che il diario “a tutto tondo” di Anna Wulf, una donna che voleva “vivere come un uomo”; mentre oggi- sottolinea perentoriamente la stessa in un’intervista relativamente recente- le donne sono “presuntuose, farisaiche, spaventano gli uomini”. Ecco perché la Lessing può e deve essere considerata non tanto la rappresentante designata di un femminismo ante litteram quanto, piuttosto, un’artista che ha fatto di un’epoca un simbolo. “Sono nata per scrivere, geneticamente- amava semplicemente dir di sè- voglio raccontar storie”.