Le 31 cose che non sai di Giulio Cesare

Chi non conosce Giulio Cesare? Il generale romano non richiede presentazioni: la sua vita fu costellata di vittorie folgoranti e imprese eroiche. Egli sancì la fine della Repubblica e l’inizio dell’Età Imperiale, cambiando per sempre il corso di Roma. Ma non tutti conoscono i vari retroscena della sua biografia, alcuni esilaranti, altri sconcertanti, altri, invece, ci fanno capire il perché quest’uomo divenne una delle figure più famose e conosciute del mondo intero. La fonte come sempre è il caro Svetonio: cosa, dunque, non sapete di Giulio Cesare?
Partiamo dalle prime imprese del generale:
1. “Si trattenne presso Nicomede, non senza far nascere il sospetto di essersi prostituito a quel re. Questa voce si rafforzò, perché pochi giorni dopo tornò in Bitinia, con la scusa di dover incassare una somma dovuta a un liberto suo cliente”.
2. “Durante quel viaggio venne catturato dai pirati vicino all’isola di Farmacusa, e rimase con loro per quasi quaranta giorni. Pagato il riscatto e sbarcato a riva, non prese riposo fino a quando, armata una flotta e seguite le tracce dei pirati in fuga, non li ebbe catturati e fatti giustiziare, come spesso, quasi per scherzo, li aveva minacciati di fare”.
3. “Arrivato a Cadice e vista una statua di Alessandro Magno, si mise a piangere, quasi vergognoso della propria ignavia, al pensiero di non avere fatto ancora niente che fosse degno di memoria a un’età in un cui Alessandro aveva già soggiogato il mondo intero”.
4. “Scacciò con le armi dal Foro il collega Bibulo che si opponeva a una sua proposta di legge agraria. Questi, essendosene lagnato in Senato e non avendo trovato nessuno che osasse farsi relatore di un fatto così grave, fu preso da un tale scoramento che si chiuse in casa fino al termine del suo mandato. Nel popolo corsero ben presto questi versi: «Nulla è accaduto sotto Bibulo, ma sotto Cesare; nulla ricordo che sia accaduto sotto Bibulo»”.

La disavventura poco prima di varcare il Rubicone (giorno sbagliato per perdersi): 
5. “Dopo il tramonto, fatti aggiogare a un carretto i muli di un mulino vicino, si avviò in massimo segreto e con debole scorta. Ma, al buio, perdette la strada ed errò a lungo, fino a quando, all’alba, trovata una guida, riprese a piedi il cammino attraverso angusti sentieri”.
Sapeva come umiliare i suoi nemici…
6. “Da Alessandria passò in Siria, e quindi nel Ponto, richiamatovi dalle inquietanti notizie su Farnace, che aveva colto il momento opportuno per iniziare le ostilità e si era imbaldanzito per i molteplici successi: quattro giorni dopo il suo arrivo Cesare lo distrusse in una sola battaglia durata meno di quattro ore”.
Cesare generoso per il felice esito della guerra civile:
7. “Non solo fece distribuire al popolo dieci moggi di grano e altrettante libbre d’olio a testa, ma ai trecento nummi che aveva promesso a suo tempo ne aggiunse altri cento quale interesse per il ritardato pagamento”.
8. “Dopo la vittoria di Spagna offrì due banchetti al popolo perché, essendogli sembrato il primo modesto e poco degno della sua generosità, ne fece allestire un secondo, veramente magnifico, cinque giorni dopo”.
9. “A questi spettacoli assistettero folle immense, venute da ogni parte, tanto che molti forestieri alloggiarono sotto le tende alzate nelle strade e nei crocicchi, e molti, tra cui due senatori, rimasero schiacciati e soffocati nella ressa”.
Un astronomo preciso:
10. “Regolò l’anno sul corso del sole e lo fissò di trecentosessantacinque giorni, sopprimendo il mese intercalare e inserendo invece un giorno ogni quattro anni”.
Rubens – Cesare riceve la testa di Pompeo 
Adesso passiamo alle curiosità più divertenti:
11. “Era tanto meticoloso nel curare il corpo che, non contento di farsi tagliare i capelli e radere la barba con estrema cura, si faceva persino depilare, come qualcuno gli rinfacciò”.
12. “Godeva di ottima salute, ma negli ultimi tempi soffriva di svenimenti e di incubi notturni: due volte, mentre svolgeva la sua attività, fu anche colto da attacchi epilettici”.
13. “Non riuscì mai a consolarsi di essere calvo, angustiandosi eccessivamente per gli scherzi dei suoi detrattori, e per nascondere la calvizie si pettinava portando avanti i radi capelli”.
14. “Molti testimoni ce lo dicono estremamente desideroso di lusso e di eleganza; poiché non corrispondeva al suo gusto, distrusse fin dalle fondamenta, quando già era finita, una villa che aveva fatto costruire con grandi spese nel quartiere Nemorense, benché in quell’epoca fosse in modeste condizioni finanziarie e oberato dai debiti”.
15. “Si procurava anche degli schiavi belli e colti, pagandoli a così alto prezzo che se ne vergognava e dava ordine di non segnarlo nei suoi registri di spese”.
16. A proposito del suo legame con Nicomede, re della Bitinia: “Tralascio anche i discorsi di Dolabella e di Curione, in cui Dolabella lo chiama «rivale della regina» e «sponda interna della lettiga reale» e Curione «postribolo di Nicomede» e «bordello di Bitinia»; tralascio anche gli editti con cui Bibulo insultava il suo collega: «La regina di Bitinia prima volle il re, e ora il regno».
17. “Anche un certo Ottavio che, essendo pazzo, diceva tutto quel che gli saltava per la mente, avendo salutato Pompeo col titolo di re, chiamò Cesare «regina»”.
18. “Cicerone scrisse in certe lettere: «in Bitinia il discendente di Venere si era coricato con il re con una veste di porpora nell’aureo letto, dove aveva perduto il fiore della sua gioventù»”.
19. Ecco che abbiamo spiegato perché Marco Bruto lo uccise: “Ma più di ogni altra amò Servilia, madre di Marco Bruto, per la quale aveva acquistato una perla del valore di sei milioni di sesterzi”.
20. “Che non rispettasse le donne sposate, nemmeno nelle province, risulta da questi versi che parimenti i soldati cantavano durante il trionfo gallico: «Cittadini, chiudete le vostre donne! Portiamo con noi un calvo scostumato»”.
21. “E, perché non vi possa essere nessun dubbio sul fatto che Cesare ebbe la peggior fama di sodomita e di adultero, Curione in un suo discorso lo chiama «marito di tutte le mogli, moglie di tutti i mariti»”.
Playboy anche con Cleopatra:
22. “Ma amò soprattutto Cleopatra, con la quale si intrattenne spesso a banchetto fino all’alba, e su una nave fornita di stanze si addentrò con lei in Egitto. In seguito, fattala venire a Roma, la rimandò in patria solo dopo averla colmata di onori e di regali splendidi, e consentì che il figlio nato dalla loro unione portasse il suo nome”.
Ma ora tessiamo un po’ di lodi:
23. “Abilissimo nelle armi e nel cavalcare, sopportava le fatiche oltre ogni credere. Nelle marce precedeva le schiere, talvolta a cavallo, ma più spesso a piedi, a capo scoperto, sia con il sole che con la pioggia. Percorreva distanze immense con rapidità incredibile, senza bagaglio, su un carretto da noleggio, facendo persino cento miglia in un giorno. Se veniva ritardato da qualche corso d’acqua, lo attraversava a nuoto, tanto che spesso precedeva coloro che aveva mandato ad annunciare il suo arrivo”.
24. “In inverno passò da Brindisi a Durazzo attraverso le flotte nemiche, e poiché le sue truppe tardavano a giungere, alla fine si imbarcò di nascosto, di notte, da solo, col viso coperto dal mantello e su di una piccola barca; né si fece riconoscere né permise al barcaiolo di arrendersi al tempo avverso se non quando fu quasi travolto dai flutti”.
25. “Mentre stava attraversando l’Ellesponto su di una piccola imbarcazione da trasporto, Lucio Cassio, della parte avversa gli piombò addosso con una flotta di dieci navi da guerra. Cesare non soltanto non fece nessun tentativo per fuggire, ma anzi governandogli incontro, lo accostò e, convintolo alla resa, lo ricevette supplice a bordo”.
26. “Ad Alessandria, durante l’assalto di un ponte, costretto a gettarsi dentro una barca per un’improvvisa sortita, poiché molti si precipitavano nello stesso scafo, si buttò in mare, e nuotando per duecento passi si salvò a bordo della nave più vicina, tenendo alzata la mano sinistra per non bagnare alcune carte, e trascinandosi dietro, stretto tra i denti, il mantello, per non lasciare quel trofeo in mano al nemico”.
27. “A provare il valore con cui combattevano i suoi soldati sta il fatto che dopo l’unico infelice scontro presso Durazzo, gli chiesero spontaneamente di essere puniti, tanto che egli dovette piuttosto confortarli che castigarli”.
28. “Trattò sempre gli amici con tanta cortesia e tanta bontà che una volta, essendosi improvvisamente ammalato Caio Oppio, che lo accompagnava in un viaggio per regioni boscose, gli cedette il solo piccolo alloggio che c’era in quel luogo, e se ne rimase a dormire sulla nuda terra, sotto le stelle”.
29. “Anche nel vendicarsi era mitissimo per natura. Quando catturò i pirati dai quali era stato fatto prigioniero, poiché ormai aveva giurato di farli crocifiggere, diede ordine di strangolarli prima di appenderli alla croce”.
Camuccini – Morte di Giulio Cesare
E dopo la tragica morte…
30. “La curia in cui Cesare era stato ucciso venne murata e le idi di marzo presero il nome di «giorno del parricidio’ e non fu mai più lecito convocare il Senato in quel giorno”.
31. “Quasi nessuno dei suoi assassini gli sopravvisse più di tre anni, e nessuno morì di morte naturale. Furono condannati tutti e perirono in circostanze diverse, parte in naufragio, parte in battaglia; alcuni si tolsero la vita con lo stesso pugnale con cui avevano violato il corpo di Cesare”.
Giulia Bitto
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45 impressionanti Foto che rappresentano la Storia dalla nascita della fotografia ad oggi

Dopo l’enorme successo dell’articolo sulle “40 fotografie del passato che non potete assolutamente perdervi” ho deciso di mettere a disposizione di questo giornale il frutto del mio lavoro di ricerca sulle foto che illustrano fatti e situazioni chiave della nostra storia, dalla nascita della fotografia ad oggi, lavoro iniziato anni fa sul mio blog fotografico personale.
Ovviamente è impossibile fare una raccolta di foto completa di tutti gli eventi che hanno caratterizzato la storia in un solo articolo, per questo motivo pubblicheremo una serie di post sulle foto storiche per poi raccogliere l’intero lavoro in un unica galleria fotografica ben ordinata.

1. La prima foto della Storia [1826]

La prima vera fotografia fu scattata da Joseph Nicéphore Niépce nel 1826 su Bitume di Giudea (sostanza che possiede la proprietà di divenire insolubile in olio di lavanda dopo che lo stesso è stato esposto alla luce).
Il tempo d’esposizione di 8 ore causa l’impressione che gli edifici siano illuminati dal sole sia da destra sia da sinistra.
In realtà questa non fu la prima foto fatta da Niépce. Nel 1816 ottenne la sua prima immagine fotografica (che ritraeva un angolo della sua stanza di lavoro) utilizzando un foglio di carta sensibilizzato, probabilmente, con cloruro d’argento. L’immagine, tuttavia, non poteva essere fissata permanentemente, cosa invece che gli riuscì nel 1826 con questa “foto” al Bitume di Giudea.

2. Mathew Brady – Federal Dead on the Field of Battle of First Day [1863]

Le foto di Mathew Brady sono la testimonianza della brutalità della guerra civile americana.

3. La prima Guerra Mondiale [1914]

4. Migrant mother, icona della grande depressione [1936]

Il titolo di questa foto è “Migrant mother” ed è stata scattata nel 1936 in California dalla fotografa Dorothea Lange.
Migrant mother fu probabilmente quella che tutt’oggi viene considerata un’icona della storia della fotografia: il soggetto è Florence Owens Thompson, una donna di 32 anni, madre di sette figli, immortalata nei pressi di un campo di piselli in California (il titolo originale, infatti, è Destitute Pea Picker), secondo molti, Florence Owens Thompson è l’icona della Grande Depressione. La Lange scattò l’immagine durante una visita ad un campo di raccolta di ortaggi in California nel Febbraio 1936, e mentre lo faceva, rese al meglio la resistenza di un’orgogliosa nazione che si trovava nel bel mezzo di una crisi mai vista prima.

5. The Tetons – Snake River di Ansel Adams [1936]

La fotografia al servizio della natura, con questa famosa fotografia (che fa parte di una serie) Ansel Adams salvò il King Canyon.
Nel 1936 egli portò le sue foto a Washington e fece in modo che il King Canyon in California venisse preservato e salvato. Ebbe successo nel suo intento e il King Canyon venne dichiarato parco nazionale.
Il Minarets Wilderness nell’Inyo National Forest venne ribattezzato Ansel Adams Wilderness nel 1984 in suo onore. Il monte Ansel Adams, una cima di 3.584 metri nella Sierra Nevada, prese il nome da lui nel 1985.

6. Hitler visita Parigi [1940]

Quando Adolf Hitler visitò Parigi durante la seconda guerra mondiale, i Francesi disattivarono gli ascensori, in tal modo sarebbe stato costretto a salire i 1792 gradini fino alla sommità. I Francesi dissero che per causa della guerra era impossibile trovare il pezzo di ricambio, anche se poche ore dopo la partenza dei Nazisti gli ascensori funzionarono di nuovo. Hitler rimase ai piedi della Torre Eiffel.

7. Pearl Harbor [1941]

L’ attacco di Pearl Harbor fu un’operazione aeronavale che ebbe luogo il 7 dicembre 1941, quando forze navali ed aeree giapponesi attaccarono la base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii. L’attacco, portato senza una preventiva dichiarazione di guerra da parte giapponese, che fu formalizzata soltanto ad attacco iniziato, causò l’intervento statunitense nella seconda guerra mondiale.

8. 20th Century Fox – Betty Grable [1942]

Betty Grable dalla Seconda guerra mondiale fino alla guerra di Corea fu un simbolo per migliaia di soldati americani al fronte, che tenevano la sua immagine negli zaini, negli armadietti e sui cruscotti dei loro veicoli.
Fu per lei e per altre attrici di genere burlesque o fetish, come Tempest Storm e Gypsy Rose Lee, che venne coniato il termine pin-up.
Soprannominata “le gambe”, divenne un idolo della gioventù d’Oltreatlantico ballando e cantando in una serie di film musicali prodotti dalla Twentieth Century Fox che ebbero grande successo nella prima metà degli anni quaranta.

9. Lo sbarco in normandia, D-DAY, foto di Robert Capa [1944]

Fotografia di Robert Capa realizzata durante lo sbarco in Normandia, uno dei pochi fotogrammi scampati all’errore di laboratorio, gli altri furono bruciati.
Le versioni sono contrastanti e le leggende si sono accumulate sui fatti. Pare che Capa, durante i primi momenti dello sbarco, scattò 4 rullini 35mm da 36 pose (144 scatti) e probabilmente anche dei rulli da 120 (medio formato), ma il grosso dello sbarco era sul 35mm perché è rimasta memoria della sua nota dove segnalava l’importanza dei 35mm (ma altri, visto il numero di scatti salvi, accreditano l’ipotesi che gli scatti buoni venissero dal medio formato).
Comunque, al di là di cosa usò per scattare, questi rulli arrivarono nella redazione di Life a Londra, a tempi dotato di un laboratorio interno: tutti erano in attesa degli scatti di Capa nonostante l’evento fosse coperto da diversi fotografi: nessuno, infatti, sbarcava nel cuore della battaglia fianco al fianco con i soldati esattamente nel momento dell’inizio della battaglia, come faceva Capa; arrivati i rulli furono passati subito al laboratorio di sviluppo dove iniziarono a lavorarli e dove, prima di passare alla provinatura, li svilupparono e li misero ad asciugare nell’apposita stanza di asciugatura. La stanza pare fosse troppo calda e l’addetto allo sviluppo pare che nonostante questo chiuse la porta della stanza: quando tornò i negativi erano irrimediabilmente fusi e grigi. Solo uno spezzone di undici fotogrammi, il più lontano dalla fonte di calore, era vagamente sopravvissuto, mostrando immagini comunque rovinate e confuse per via dell’errore, quelle che conosciamo tutti.
Quando Life pubblicò quegli undici scatti non fece menzione dell’errore compiuto in laboratorio e scrissero che si scusavano se le immagini erano leggermente fuori fuoco ma la situazione concitata dello sbarco giustificava la qualità. Capa, che sapeva benissimo cosa e come aveva scattato, quando scrisse il diario di quelle esperienze lo intitolò proprio “leggermente fuori fuoco”.

10. Soldati dell’Armata Rossa sul Reichstag [1945]

11. Bomba atomica su Nagasaki [1945]

12. Hiroshima dopo la bomba atomica [1945]

13. La morte di Mussolini [1945]

14. U.S. Marines raising the flag on Iwo Jima [1945]

Joe Rosenthal (Washington D.C., 9 ottobre 1911 – Novato, California, 20 agosto 2006) è stato un fotografo statunitense, ricevette il Premio Pulitzer per questa famosa fotografia, scattata durante la battaglia di Iwo Jima, [Iwo Jima (“Isola dello zolfo” in giapponese) è una delle isole Ogasawara a circa 1.080 km a sud di Tokyo, 1.130 km a nord di Guam ed a circa mezza strada tra Tokyo e Saipan] nella quale sei marine alzano una bandiera americana per segnalare la conquista di un crinale del monte che dominava l’isola.
I sei marine in questione erano Rene Gagnon, Michael Strank, Harlon Block, Ira Hayes, Franklin Sousley e John Bradley.
Non se n’era neppure accorto, di aver scattato la foto che per gli americani sarebbe diventata il simbolo della Seconda Guerra Mondiale:
«Quando qualche giorno dopo un collega mi fece i complimenti, pensavo che si riferisse ad un’altra immagine».
L’autenticità della fotografia è stata spesso e volentieri messa in discussione, molti autori sostengono che sia stata costruita a tavolino, mettendo in posa in soldati, mentre altri la ritengono autentica al 100%, altri ancora sostengono che quando arrivò Joe Rosenthal, la bandiera già ondeggiava al vento e il reporter rifece la scena con una bandiera più grande: questa diventò la fotografia ufficiale. Joe Rosenthal non aveva creato di sana pianta la scena, ma l’aveva semplicemente rifatta.
Per anni Rosenthal è stato accusato di aver costruito l’immagine, ma fino alla morte si è difeso così: «Se ci avessi provato, l’avrei rovinata».

15. V-J Day in Times Square [1945]

V-J Day in Times Square è una foto di Alfred Eisenstaedt che ritrae un marinaio americano baciare una giovane infermiera con un vestito bianco il 14 agosto 1945, è stata la foto simbolo della fine della seconda guerra mondiale.
La fotografia è conosciuta con vari titoli quali: V-J Day in Times Square, V-Day, Legendary kiss e The Kiss.
La foto fu pubblicata sulla rivista Life e divenne immediatamente una delle icone della pace e della speranza per un futuro di libertà. Solo trent’anni dopo Edith Shain scrisse a Eisenstaedt rivelando di essere lei la protagonista della foto. All’epoca la donna aveva 26 anni e lavorava al Docotor’s Hospital di New York. È tuttora sconosciuto il nome del marinaio in divisa.
In un suo libro intitolato The Eye of Eisenstaedt dichiara:
Stavo camminando tra la folla il giorno del V-J, alla ricerca di immagini. Ho notato un marinaio che afferrava e baciava ogni donna che riuscì a trovare, le baciava tutte (giovani e meno giovani). Poi ho notato l’infermiera, in piedi in quella folla enorme. Mi sono concentrato su di lei, e proprio come avevo sperato, il marinaio una volta arrivato, afferrò l’infermiera e si chinò per baciarla. Ora, se questa ragazza non fosse stata un infermiera, se fosse stata vestita con vestiti scuri, non avrei avuto un’immagine di questo impatto. Il contrasto tra il suo abito bianco e l’uniforme scura del marinaio dà alla fotografia un tocco in più.

16. Mahatma Gandhi [1946]

La fotografia è stata scattata nel 1946 in India da Margaret Bourke-White, mandata lì per fare un reportage sull’indipendenza del Paese. Prima di farsi scattare la foto, il Mahatma Gandhi le chiese di imparare ad usare la ruota che gira (un arcolaio); inizialmente frustrata, ella imparò a usarla potendo realizzare questa storica fotografia.

17. I bambini all’indomani della Seconda guerra mondiale, fotografati da David Seymour (detto Chim)[1948]

18. Albert Einstein [1951]

19. Che Guevara [1960]

Un personaggio che non ha bisogno di presentazioni: in merito a questa foto, facendo qualche ricerca, ho scoperto che la leggendaria foto del Che è stata scattata dal fotografo Alberto Díaz Gutiérrez, detto Korda, con una Leica, all’Avana, nel 1960, in occasione della commemorazione delle vittime dell’attentato alla nave “La Coubre”. La foto però fu pubblicata molto più tardi, nel 1967, dopo la morte del Che, dall’editore italiano Feltrinelli, che la usò per la copertina del Diario del Che in Bolivia e per i famosi poster del Che. Peraltro si narra che Korda regalò la foto a Feltrinelli e che non ricavò neanche un centesimo da una delle foto più famose di tutti i tempi!

20. Il Vopos che salta il filo spinato [1961]

Nella foto potete vedere il giovane poliziotto di frontiera (appartenente al corpo dei Vopos, la Volks Polizei) Conrad Schumann che salta il filo spinato nella Bernauer Strasse, fuggendo verso Berlino Ovest il 15/8/1961.

21. Cuban missile crisis [1962]

22. Thích Quảng Đức [1963]

Thích Quảng Ðức, nome da laico Lâm Văn Tức (Hội Khánh – Indocina Francese, 1897 – Saigon, 11 giugno 1963), è stato un monaco vietnamita di religione buddhista che si diede fuoco a Saigon nel 1963 per protestare contro l’amministrazione del presidente del Vietnam del Sud, il cattolico Ngô Đình Diệm, e la sua politica di oppressione della religione buddhista.

Thích Quảng Đức divenne celebre in tutto il mondo grazie anche alla famosa fotografia della sua auto-immolazione, scattata da Malcom Browne e che gli valse il premio World Press Photo of the Year per il 1963.
Dopo la morte, il corpo di Thích Quảng Đức fu nuovamente cremato. Il fatto che tra le ceneri fosse ritrovato intatto il cuore convinse definitivamente i buddhisti del valore della sua compassione e da allora viene venerato come bodhisattva.

23. Charles Moore – Birmingham [1963]

Fotografia realizzata da Charles Moore che documenta l’aperta ostilità verso i dimostranti non violenti sostenitori di Martin Luther King. Charles Moore è uno dei più rispettati fotoreporter del nostro tempo. Il suo lavoro è stato recensito su riviste e giornali in tutto il Paese.

24. Muhammad Ali vs Sonny Liston [1965]

Questa fotografia rappresenta uno dei momenti più famosi nella storia dello sport!

Mostra Cassius Clay (Muhammad Ali) dopo aver buttato giù Sonny Liston nel primo minuto del primo round.
Ci sono state molte speculazioni sulla caduta di Liston, molti spettatori hanno considerato l’incontro truccato, anche l’FBI indagò sul caso.
Alcuni dicono che mentre Liston si preparava all’incontro fu visitato dai fratelli Neri Musulmani che lo minacciarono di uccidere sua figlia Eleanor se avesse vinto il rematch, altri dicono che Liston si vendette per soldi.

25. Lennart Nilsson – How Life Begins [1965]

Questa fotografia è stata realizzata da Lennart Nilsson, un fotografo Svedese ed un pioniere della fotografia medica. In collaborazione con i ricercatori e con l’aiuto di tecnologie avanzate, ha documentato l’interno dell’uomo. Nel corso degli anni, ha dedicato particolare attenzione a cogliere la creazione di un essere umano, dal concepimento alla nascita.
L’immagine che vedete qui sopra è stata utilizzata come copertina della rivista LIFE ed è stata realizzata nel 1965.
Si noti come le immagini non rappresentino il rapporto tra il feto e la donna, semplicemente rappresentano il feto. Improvvisamente, con queste immagini, il feto venuto alla vita non era più solo qualcosa dentro una donna, era un individuo con un volto, un sesso, un desiderio di succhiarsi il pollice.

26. Morte di Che Guevara [1967]

La morte di Ernesto Guevara de la Serna, catturato ed ucciso in Bolivia nel 1967.
L’8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell’esercito boliviano – assistito da forze speciali statunitensi costituite da agenti speciali della CIA – a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz). Il giorno successivo venne ucciso e mutilato ai polsi nella scuola del villaggio. Il suo cadavere – dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande – fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara di Cuba.
Delle varie immagini del cadavere di Guevara questa è la più famosa: l’ostentazione del corpo inanime, monito del potere costituito a tutti i ribelli, doveva chiudere definitivamente la pagina riguardante il rivoluzionario argentino.
Curiosamente ancora non si era a conoscenza della forza carismatica dell’altra immagine, quella di Korda, e mentre si pubblicava una foto che doveva seppellirlo definitivamente, se ne stampava un’altra che lo avrebbe reso immortale.

27. Jimi Hendrix brucia la chitarra elettrica [1967]


La foto che vedete risale al giugno del 1967, alla storica edizione del Monterey International Pop Festival tenutasi il 16, 17 e 18 giugno di quell’anno e generalmente ritenuta l’evento di partenza della cosiddetta lunga estate dell’amore. L’opportunità si rivelò estremamente favorevole per Hendrix: oltre alla vastissima risonanza che l’evento ebbe in tutti gli Stati Uniti, la sua performance sarebbe stata immortalata nel documentario che sarebbe stato ricavato dal festival. La Experience non si lasciò sfuggire l’occasione e si produsse in una delle esibizioni più acclamate del festival, oltre che tra le migliori della sua intera epopea live; nei 40 minuti dell’esibizione Hendrix sollecitò la sua Fender Stratocaster in un modo fino ad allora inaudito arrivando a mimarvi rapporti sessuali, suonandola con i denti, dietro la schiena, contro l’asta del microfono e contro l’amplificazione. Al termine dell’esibizione, per sottolineare la sua spasmodica necessità di estrarre nuove sonorità dallo strumento, le diede fuoco con del liquido per accendini e la distrusse contro palco ed amplificatori in una catarsi di feedbacks lancinanti.
I resti della chitarra che Hendrix distrusse quella sera furono recuperati e sono attualmente esposti all’Experience Music Project di Seattle.
La selvaggia performance sonora del trio ebbe grandissima eco in tutti gli Stati Uniti, preparando il terreno al successo che avrebbe accolto tanto le esibizioni live del chitarrista quanto le sue uscite discografiche.

28. Esecuzione di Viet Cong [1968]

Questa foto è stata scattata da Eddie Adams e gli valse il premio Pulitzer. La foto che ritrae il generale Nguyễn Ngọc Loan mentre sparava alla testa di Nguyễn Văn Lém, un prigioniero, nelle strade di Saigon.
Adams ha fissato per sempre nella pellicola l’attimo in cui il proiettile entra nella testa del prigioniero, una foto di guerra che è stata definita tra le più drammatiche e impressionanti. Era stata scattata mentre si trovava in Vietnam come inviato dell’Associated Press, agenzia per la quale ha lavorato per buona parte dei cinquant’anni della sua carriera.
La pubblicazione della foto sconvolse non solo gli Usa, e fu tra le immagini che spinsero l’opinione pubblica americana a cominciare ad opporsi in modo massiccio alla guerra.

29. Festival di Woodstock [1969]

Il festival di Woodstock si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto del 1969, all’apice della diffusione della cultura hippy, che voleva riunire con “3 days of peace and music”; ma fu anche l’ultima grande manifestazione del movimento, che da allora si diffuse sempre più pure fuori dagli Stati Uniti, dove era nato, ma senza la coesione e l’originalità che avevano permesso negli anni Sessanta eventi come il Monterey Pop festival, la Summer of Love a San Francisco e, appunto, il festival di Woodstock.
Woodstock era stato ideato come un festival di provincia (e come “An Aquarian Exposition”, il nome, dal tono modesto, con cui era pubblicizzato); ma accolse inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo fonti non certe, addirittura un milione di persone); trentadue musicisti e gruppi, fra i più noti di allora, si alternarono sul palco; l’esibizione non smise che un giorno dopo il previsto (era stato programmato sino al 17): così il festival ebbe una grande carica simbolica, che richiama ancora oggi, ma, soprattutto, fu un grande evento della storia del rock.

30. The Beatles abbey road [1969]

Questo gruppo ha segnato un’intera epoca, nella musica, nel costume e nella moda. e di conseguenza nella pop art.
Questa foto è tra le più famose dei Beatles, ed è stata usata per l’album Abbey Road.
Intorno a questo gruppo sono nati tanti miti e leggende, alimentati dallo stesso per questione di Marketing, si pensa che Paul sia morto e che questa foto sia una delle prove che John Lennon ha disseminato per diffondere la notizia.
Nell’immagine i quattro di Liverpool, attraversano una strada in fila indiana come se partecipassero ad un funerale, e Paul è senza scarpe. Sullo sfondo si vede un Maggiolino targato “28 IF” che secondo alcune ipotesi è un riferimento all’età di Mc Cartney se non fosse morto, e “LMW”, ovvero Linda Mc Cartney Widow (vedova). Nella canzone “Come Together”, John Lennon canta “one and one and one is three”, chiaro riferimento alla mancanza di Paul. Lo stesso Mc Cartney (a questo punto, presunto), nel 1993, pubblicò l’album “Paul is live”. Nella foto di copertina la location è la stessa di “Abbey Road”, ma Paul è solo con un cane e la targa del Maggiolino è diventata “51 IS”.

31. Il primo uomo sulla Luna, missione Apollo 11 [1969]

32. Huỳnh Công Út – Phan Thi Kim Puc – Napalm Strike [1972]

Questa fotografia è conosciuta con diversi titoli oltre quello che ho usato io (“Napalm Strike”) e sono: “Terror of War”, “Vietnam Napalm” e “Children Fleeing an American Napalm Strike”.
La fotografia è stata realizzata dal fotografo vietnamita Huỳnh Công Út ma risulta spesso firmata Nick Ut, nella foto potete vedere i bambini che scappano via da un villaggio bombardato col Napalm, la bambina nuda nella foto si chiama Phan Thi Kim Puc ed ha riportato ustioni perenni lungo la schiena e il braccio per sempre.
Adesso vive in America, è moglie e madre, e ha chiamato il figlio Huan, Speranza.
Prima che divenisse una icona dalla guerra del Vietnam è stata rifiutata dall’Associated Press perché la ragazzina nella foto era nuda: per un redattore americano, il sesso esposto di una bambina, dei seni inesistenti, contarono più dello sterminio di un villaggio.
È diventata famosa perché vincitrice del premio Pulitzer nel 1973 e diventerà uno dei simboli della seconda guerra perduta dall’America, la maledetta guerra del Vietnam.
John Plummer, il comandante americano che ordinò nel 1971 all’aereo sud-vietnamita di attaccare il villaggio di Trang Bang dove viveva la bambina, disse di non sapere che l’abitato non era stato evacuato. Il napalm aveva lo scopo di stanare gli uomini nelle trincee circostanti il villaggio, ma finì per riversarsi su uomini, donne e bambini. La signora Kim racconta oggi che vagò per tre giorni con le terribili ustioni sulla pelle prima che la madre riuscisse a trovarla. La bambina lasciò l’ospedale 14 mesi più tardi, dopo 17 operazioni. Oggi Kim, che vive in Canada e ha due figli piccoli, guida una fondazione che aiuta i bambini in situazioni di guerra.
Kim Phuc oggi dice: “Non possiamo cambiare la storia né quello che mi è accaduto, ma dobbiamo essere ottimisti. Non possiamo arrenderci. C’è in ballo la salvezza dei nostri figli.” “L’ho perdonato – dice oggi – perché ho riconosciuto l’amore nei suoi occhi”. Anche Plummer è cambiato: fa il pastore metodista e parla di pace e di amore.

33. La prima macchina fotografica digitale [1975]

Un’immagine della prima fotocamera digitale del mondo: prodotta da Kodak ed ideata nel 1975 da Steven J. Sasson, pesava poco meno di quattro chili, aveva la dimensione di un tostapane e produceva un’immagine di 0,01 megapixel, che in un tempo di 23 secondi veniva registrata su cassetta digitale.
Il prototipo venne regolarmente brevettato e finì nel cassetto, etichettato come progetto divertente ma troppo in anticipo rispetto ai tempi. Alla presentazione infatti vennero poste diverse domande: chi vorrebbe vedere le proprie foto sulla TV? Come dovrebbero essere archiviate le immagini? Quando sarebbe giunta sul mercato quest’invenzione? I progettisti seppero rispondere con chiarezza solo a quest’ultima domanda, applicando la legge di Moore e stimando 15-20 anni di tempo, ovvero un anno fra il 1990 e il 1995.

34. La ragazza Afgana – Steve McCurry [1984]

Sharbat Gula in una fotografia di Steve McCurry scattata nel 1984: il suo sguardo sulla copertina del National Geographic venne a simboleggiare la condizione dei profughi in tutto il mondo. La sua identità rimase sconosciuta fino a quando fu ritrovata nel 2002.
Sharbat Gula era una rifugiata in un campo profughi di Peshawar (Pakistan). L’immagine, nota come “La ragazza afgana”, fu scelta come copertina del numero di giugno 1985 della rivista National Geographic Magazine, diventando in breve un’icona.

35. Caduta del Muro di Berlino [1989]

36. La prima foto pubblicata su Internet [1992]

L’immagine è una foto di un gruppo comico musicale conosciuto come “Les Horribles Cernettes”. Tutti i membri del gruppo erano scienziati e personalità significative del CERN di Ginevra.
La prima foto ad essere mai stata caricata sul web è piuttosto scadente, sotto tutti i punti di vista.
L’immagine fu caricata dall’inventore del World Wide Web Tim Berners-Lee nel 1992, è stata modificata su un Mac a colori usando Photoshop e salvata come file .GIF.
La foto fu scattata da Silvano De Gennaro, uno sviluppatore italiano del CERN mentre era dietro le quinte del Festival di Musica Hardronic, un evento organizzato dagli amministratori del CERN il 18 luglio 1992.
Il gruppo musicale diventò molto popolare tra i membri della comunità dei fisici europei nei primi anni ’90, catturò l’attenzione di Berners-Lee quando fece amicizia con uno dei membri del gruppo, Colette Marx-Nielsen.
Quando Berners-Lee iniziò a sviluppare una nuova versione del World Wide Web in cui potevano essere caricate e visualizzate le immagini si rivolse a de Gennaro.
Berners-Lee caricò la foto su una pagina Web riguardante i gruppi musicali del CERN, operando una grande rivoluzione attraverso l’utilizzo foto insignificante.

37. Attentato Twin towers [2001]

38. The falling man [2001]

Questa foto è stata intitolata The falling man (l’uomo che cade).
È stata scattata dal fotografo Richard Drew ed è diventata uno dei simboli dell’attentato alle torri gemelle.
Almeno 200 persone saltarono dalle torri in fiamme e morirono, precipitando su strade e tetti degli edifici vicini a centinaia di metri più in basso. Alcune persone che si trovavano nelle torri al di sopra dei punti di impatto salirono fino ai tetti degli edifici sperando di essere salvati dagli elicotteri, ma le porte di accesso ai tetti erano chiuse; inoltre, non vi era alcun piano di salvataggio con elicotteri e, quella mattina dell’11 settembre, il fumo denso e l’elevato calore degli incendi avrebbe impedito agli elicotteri di effettuare manovre di soccorso.

Qui finisce questa breve ma intensa galleria fotografica, potete prendere a integrazione di questo post i seguenti articoli:

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Strage di Piazza Fontana: 44 anni senza una risposta

Sono passati 44 anni da quel giorno. La strage di Piazza Fontana resta una delle pagine più nere della storia d’Italia che ancora non ha trovato un colpevole certo. 
Alle 16:37 del 12 dicembre 1969 esplode una bomba nella sede della Banca nazionale dell’agricoltura a Milano, provocando la morte di 17 persone, ferendone 88. Poco dopo ne viene rinvenuta un’altra in Piazza della Scala, per fortuna inesplosa e fatta brillare successivamente (forse distruggendo alcune prove utili alle indagini). 
Poco prima delle 17 un terzo ordigno ferisce 13 persone a Roma, nel passaggio sotterraneo che collega l’entrata di Via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di Via San Basilio. Altre due bombe scoppiano ancora nella capitale, una davanti all’Altare della Patria e l’altra a due passi dal Museo Centrale del Risorgimento. 
Ai funerali delle vittime del 15 dicembre 1969 – Nella foto Sandro Pertini (terzo da sinistra)
La folla ai funerali delle vittime nel Duomo di Milano
Quanti i sospettati che sono stati arrestati per essere poi rilasciati, quante volte è sembrato di arrivare ad una verità per poi non giungere mai a niente. Quante interpretazioni sono state date ad un attentato che inevitabilmente ha assunto sempre più le sembianze di un attacco alle istituzioni. Quante persone aspettano tutt’ora una risposta. Tra accuse a gruppi anarchici, a esponenti di circoli di estrema destra, tra inchieste e contro-inchieste abbiamo perso l’orientamento. 
Quarantaquattro anni di indagini, processi e attese. Solo assoluzioni e prescrizioni si sono susseguite nel tempo, ma nessuna condanna vera; tranne che per alcuni esponenti dei servizi segreti accusati di depistaggio. Dopodiché silenzio, nessuna risposta; nessun colpevole. La verità non è ancora arrivata. 
Per quanto tempo ancora si dovrà consumare inchiostro sui giornali prima di poter scrivere “caso risolto”? 
Francesco Bonistalli

30 delle Fotografie più potenti mai scattate

Continua la nostra rubrica inerente le fotografie più rappresentative degli ultimi 100 anni, i nostri lettori sono stati commossi dalle “40 fotografie del passato che non potete assolutamente perdervi” e dalle “30 Fotografie di grande impatto che rappresentano l’umanità del nostro tempo“.

Visto il livello di gradimento dei precedenti articoli abbiamo deciso di approfondire la nostra ricerca, il risultato è a dir poco straordinario, ma attenzione: alcuni di questi scatti vi farà piangere.

1) Sorelle che posano insieme per la stessa foto tre volte a distanza di diversi anni.

2) Dopo lo tsunami giapponese è stata miracolosamente ritrovata tra le macerie una bambina di 4 mesi.

3) Un civile francese piange lacrime di disperazione quando i nazisti occupano Parigi durante la Seconda Guerra Mondiale.

4) Un prigioniero tedesco (della seconda guerra mondiale) rilasciato da parte dell’Unione Sovietica, si riunisce con sua figlia. Il bambino non vedeva suo padre da quando aveva un anno.

5) Una ragazza in isolamento per lo screening delle radiazione guarda il suo cane attraverso una finestra a Nihonmatsu, Giappone.

6) Una madre consola un figlio a Concord, Alabama, nei pressi della sua casa che è stata completamente distrutta da un tornado nell’Aprile del 2011.

7) Un bambino romeno dona un palloncino a forma di cuore alla polizia durante le proteste contro le misure di austerità a Bucarest.

8) Soldato dell’Esercito di liberazione popolare del Sudan sull’attenti alla vigilia dell’indipendenza del Sudan del Sud dal resto del paese.

9) L’Australiano Scott Jones bacia la sua fidanzata canadese Alex Thomas dopo che è stato buttato a terra da un colpo di scudo antisommossa da un agente di polizia a Vancouver, British Columbia.

10) Earthrise: Una foto scattata dall’astronauta William Anders durante la missione Apollo 8 nel 1968.

11) Christian Golczynski, otto anni, accetta la bandiera per il padre caduto in battaglia, un Sergente dei Marine chiamato Marc Golczynski, durante una cerimonia commemorativa. Marc Golczynski è stato ucciso durante un giro di pattuglia, era il suo secondo “viaggio” in Iraq (si era offerto volontario), poche settimane prima era dovuto tornare a casa.

12) Harold Whittles sente per la prima volta dopo che un medico pone un auricolare al suo orecchio sinistro.

13) Helen Fisher bacia il carro funebre che trasporta il corpo di suo cugino (20enne) caduto in guerra, Wootton Bassett, in Inghilterra

14) Jacqueline Kennedy indossa il suo abito Chanel rosa, ancora macchiato del sangue di suo marito, mentre Lyndon Johnson fa il giuramento di ufficio a bordo dell’Air Force One.
Secondo Lady Bird Johnson, che era presente:
Anche se i capelli gli cadevano sulla faccia era molto composta… Il vestito della signora Kennedy era macchiato di sangue. Una gamba era quasi interamente ricoperta da esso e il suo guanto destro era incrostato di sangue – il sangue del marito.

15) Prigionieri ebrei al momento della loro liberazione da un campo di concentramento, “treno della morte” nei pressi dell’Elba nel 1945.

16) Le giornaliste Euna Lee e Laura Ling, che erano stati arrestato in Corea del Nord e condannati a 12 anni di lavori forzati, si riuniscono con le loro famiglie in California grazie all’intervento diplomatico degli Stati Uniti.

17) “La Jeune Fille a la Fleur”, una fotografia di Marc Riboud, mostra la giovane pacifista Jane Rose Kasmir piantare un fiore sulle baionette delle guardie del Pentagono durante una protesta contro la guerra del Vietnam il 21 ottobre 1967. La fotografia sarebbe poi diventata il simbolo del movimento flower power.

18) Un monaco prega per un uomo anziano che era morto improvvisamente in attesa di un treno, foto scattata a Shanxi Taiyuan, Cina.

19) Un uomo nordcoreano saluta con la mano un suo parente della Corea del Sud, a seguito di una riunione di pranzo in cui le famiglie divise dalla guerra del 1950-53 si sono potute momentaneamente ricongiungere. L’evento si è svolto al Monte Kumgang il 31 ottobre 2010, 436 sudcoreani sono stati autorizzati a passare tre giorni in Corea del Nord per incontrare i rispettivi parenti.

20) Un sopravvissuto a Pearl Harbor, Houston James di Dallas è sopraffatto dall’emozione mentre abbraccia il sergente Mark Graunke Jr. durante la Commemorazione al Dallas Veterans Day al Municipio di Dallas nel 2005. Il sergente Graunke, che era un membro di una squadra di artificieri ha perso una mano, una gamba e l’occhio mentre disinnescava una bomba in Iraq nel luglio del 2004.

21) Pelé e il capitano inglese Bobby Moore si scambiano le maglie come segno di rispetto reciproco in un Mondiale (quello del 1970) che era stato segnato dal razzismo.

22) Il pensionato capitano della polizia di Philadelphia Ray Lewis viene arrestato per aver partecipato alle proteste di Occupy Wall Street nel 2011.

23) PoW Horace Greasley guarda con aria di sfida Heinrich Himmler durante un’ispezione del campo. Greasley era famoso per esser fuggito dal campo per più di 200 volte ed essere ritornato indietro volontariamente, tutto questo per poter incontrare in segreto una ragazza tedesca locale di cui si era innamorato.

24) Robert Peraza si ferma davanti al nome di suo figlio durante le cerimonie del decimo anniversario all’attacco delle torri gemelle.

25) Sopravvissute all’uragano Katrina.

26) 1968, “Olympics Black Power Salute”: Gli Atleti Afro-Americani Tommie Smith e John Carlos alzarono i pugni in gesto di solidarietà ai giochi Olimpionici del 1968. Per questo gesto furono espulsi dai giochi.

27) Phyllis Siegel e Connie Kopelov entrambi di New York, si abbracciano dopo essere diventati la prima coppia dello stesso sesso a sposarsi presso l’ufficio del Clerk Manhattan City nel 2011.

28) La foto iconica del “Tank Man”, il ribelle sconosciuto che stava davanti a una colonna di carri armati cinesi in un atto di sfida, piazza Tienanmen, 1989.

29) Un altra foto del “Tank Man” (è l’uomo con le buste della spessa che si intravede infondo alla scena) poco conosciuta e presa da un punto di vista differente.

30) Le truppe dell’esercito degli Stati Uniti durante il D-Day (lo sbarco in Normandia) il 6 giugno 1944.

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I massacri dell’Italia post-unitaria

Se si pensa all’unità di Italia le prime cose che vengono in mente sono i grandi nomi degli artefici di questa impresa, come Garibaldi, Mazzini, Cavour; viene in mente un bel quadro idilliaco in cui sono raffigurati mille valorosi combattenti che unificano la penisola e ci rendono finalmente tutti italiani. Ma come sempre, in queste situazioni, non si pensa mai né al prima né al dopo. Cosa è successo all’indomani dell’unità? Affrontare in questa sede un argomento così vasto e complesso sarebbe da folli; mi limiterò a dare qualche numero. Conoscere il numero esatto delle vittime è impossibile: ma esse si possono facilmente desumere dalle forze impiegate per sopprimere i vari movimenti che attraversarono la penisola.
Vittime? Quali vittime, vi domanderete. Come se attraversare l’Italia vestiti di rosso bastasse per risolvere i problemi di un territorio così vasto mai stato unito prima. Qualche dato: nel 1861 gli italofoni non superavano il 2% della popolazione; l’arretratezza economica del paese era imbarazzante; l’agricoltura era il settore dominante, mentre le fabbriche quasi non esistevano; nel Meridione il tasso di analfabetismo toccava il 90% della popolazione; il divario tra Nord e Sud era, come tutti sappiamo, nettissimo.
Tutti questi problemi portarono a disordini e squilibri di vario genere: nel Meridione, a seguito dell’inasprimento del carico fiscale e dell’introduzione della leva obbligatoria, sorse il fenomeno del brigantaggio. In un solo anno (1860-61) nell’ex Regno delle Due Sicilie ci furono 8964 fucilati, 10.000 feriti, 6112 prigionieri. I briganti, appoggiati dal clero e dalla comunità, diedero il via a una vera e propria guerra civile: dinnanzi alla minaccia di una restaurazione borbonica il governo reagì duramente. Nel 1865, non sapendo come gestire la situazione in modo pacifico, il primo ministro Urbano Rattazzi inviò con poteri assoluti il generale Alfonso La Marmora a reprimere il movimento, impiegando 120.000 soldati. L’anno dopo, scoppiata un’insurrezione a Palermo, furono impiegati altri 40.000 soldati e la marina bombardò la città siciliana. 
Tralasciando la Terza guerra di indipendenza (in qualche modo si doveva completare l’unificazione, no?), lasciando un attimo da parte le gloriose avventure coloniali (Dogali e Adua, presso la quale morirono 16.000 italiani, vi ricordano qualcosa?) passiamo ai Fasci siciliani. Ancora una volta nell’isola, a seguito dell’inasprirsi delle condizioni di vita, nacque un’associazione di lavoratori che presto si tinse di socialismo. Il movimento crebbe a dismisura: ma Giolitti decise di non spargere sangue e seguire una via diplomatica. Subito il Parlamento si scandalizzò e decise di rimpiazzare Giolitti con Crispi (rimandiamo i giudizi su quest’ultimo). L’agrigentino, come era solito fare, proclamò lo stato di assedio in Sicilia e inviò 30.000 soldati a sedare le manifestazioni. 
Finiamo il nostro excursus, che di per sé è un climax ascendente di morti e stupidità, con la ciliegina sulla torta: la protesta dello stomaco. Nel 1898, a quasi quaranta anni dalla agognata unità, il pane subì un clamoroso rincaro e il popolo scese in piazza per protestare. Il governo affibbiò la colpa ai soliti socialisti, arrestando esponenti del partito qua e là, senza capire che la protesta era del tutto spontanea. A Milano, Di Rudinì, subentrato nuovamente a Crispi (che fantasia questi presidenti), diede l’ok al generale Bava Beccaris per fare fuoco con i cannoni sui manifestanti. Non si seppe mai il numero esatto delle vittime, ma sicuramente si supera il centinaio. 
Certamente un errore, un’azione da non rifare mai più. E invece Umberto I, con somma bontà d’animo e amore per i sudditi, definì “una brillante azione militare” quella di Beccaris, il quale fu insignito di un’alta onorificenza dal suo re. Non credo ci sia più bisogno di commenti.

Giulia Bitto

National Geographic aggiunge più di 500 mappe storiche su Google

National Geographic e Google stanno cercando di ricreare le mappe storiche della rivista su Google Maps. Questo nuovo progetto comprende più di 500 mappe storiche dell’800 e consentirà a tutti di consultarle gratuitamente.

“La gente raccoglie le nostre mappe pieghevoli da oltre cento anni e molte di queste mappe sono conservate in ripostigli e garage,” Frank Biasi, il direttore dello sviluppo digitale per National Geographic, scrive in un post sul blog di Google. Biasi aggiunge che National Geographic offrirà le mappe in alta risoluzione a pagamento in diverse modalità, non escludendo anche la possibilità di distribuire i contenuti tramite applicazioni mobili.

I nuovi livelli sono disponibili all’interno dell’ annuario delle mappe di Google. Intanto sul blog ufficiale Google ha pubblicato un post dove mostra una mappa dell’Inghilterra medievale e una della Repubblica Dominicana, che potete vedere qui.

40 fotografie del passato che non potete assolutamente perdervi

Come abbiamo già detto nell’articolo 30 Fotografie di grande impatto che rappresentano l’umanità del nostro tempo, “un’immagine vale più di mille parole”. Questa frase è stata coniata nel 1911 dall’editore di quotidiani americano Arthur Brisbane. Si tratta di una semplice nozione che si può applicare a moltissimi aspetti della nostra vita, ma specialmente alla fotografia storica.  In certi casi una semplice immagine può dire molto di più sulla storia passata di quanto non potrebbero fare interi capitoli di libri o magari lo studio di documentazioni dell’epoca.
Quante volte a scuola, sfogliando i nostri libri di storia, ci sono rimaste impresse quelle illustrazioni? Quelle foto che con poche righe di didascalia ci lasciavano ben impressi nella mente gli eventi che avremmo dovuto ripetere durante l’interrogazione? Potete quindi ben capire quale potente valenza narrativa e didattica possano assumere quelle fotografie.
Molte fotografie vengono considerate iconiche solo dopo molti anni da quando sono state scattate, solo e soltanto nel momento in cui prendiamo coscienza dell’importanza storica del momento da esse catturato.
Donna con la carrozzina antigas, Inghilterra, 1938

Il volto della Statua della Libertà, 1885


Elvis nell’esercito, 1958

Animali utilizzati come componente della terapia medica, 1956

Test dei nuovi giubbotti antiproiettile, 1923

Charlie Chaplin a 27 anni, 1916

Il Disastro di Hindenburg, 6 maggio, 1937

Ippopotamo del Circo che traina un carretto, 1924

Annette Kellerman promuove il diritto delle donne di indossare un costume da bagno intero aderente, 1907. Fu arrestata per atti di indecenza.

Annie Edson Taylor, la prima persona a sopravvivere alle cascate del Niagara in un barile, 1901

Vecchietta armena di 106 anni che fa la guardia alla casa, 1990

Gabbie per bambini utilizzate per assicurarsi che i bimbi che vivevano negli appartamenti potessero avere abbastanza luce solare ed aria fresca, ca. 1937

L’originale Ronald McDonald, 1963

Dipendenti di Disneyland in una caffetteria, 1961

Pubblicità della Atabrine, farmaco anti-malaria, a Papua, Nuova Guinea durante la Seconda Guerra Mondiale.

Un Soldato condivide una banana con una capra durante la battaglia di Saipan, ca. 1944.

Una bambina con la sua bambola siede sulle macerie della propria casa bombardata, Londra, 1940.

Costruzione del muro di Berlino, 1961

Milite ignoto nel Vietnam, 1965

Libreria di Londra rovinata da un attacco aereo, 1940.

Walter Yeo, uno dei primi a sottoporsi  chirurgia plastica ed a trapianto di pelle, 1917.

Distributore Automatico della Suntan, 1949.

Misurazione dei costumi da bagno – se troppo corti le donne sarebbero state multate, anni 20.

Martin Luther King con suo figlio rimuove una croce bruciata dal suo giardino, 1960.

Il padrone dell’hotel getta dell’acido in piscina mentre della gente di colore ci nuota dentro, ca. 1964.

Bagnino sulla costa, anni 20.

Gambe artificiali, UK, ca. 1890.

Madre e figlio guardano il fungo atomico dopo un test nucleare, Las Vegas, 1953.

Una madre nasconde il proprio volto per la vergogna dopo aver messo in vendita i suoi figli, Chicago, 1948.

Bambino Austriaco riceve delle scarpe nuove durante la seconda guerra mondiale.


Ufficiali e Cadetti di Hitler festeggiano il Natale, 1941.

Cena di Natale durante la grande depressione: Rape e Cavolo

Il vero Winnie the Pooh e Christopher Robin, ca. 1927.

Gli ultimi prigionieri di Alcatraz mentre vanno via, 1963.

Statue sciolte e danneggiate dopo un incendio al Museo delle Cere di Madam Tussaud a Londra, 1930.

Uno Scimpanzé Astronauta posa per le fotocamere dopo una missione di successo nello spazio, 1961.

Alcolici Illegali riversati in strada durante il proibizionismo, Detroit, 1929.

Studenti di Princeton dopo uno scontro a palle di neve tra matricole e studenti del secondo anno, 1893.

Un leggiadro suicidio – la ventitreenne Evelyn McHale saltò dall’83esimo piano dell’Empire State Building atterrando sopra una limousine delle Nazioni Unite, 1947.

Prima mattinata dopo che in Svezia venne invertito il senso di guida da sinistra a destra, 1967.


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