Falsi ricordi impiantati nel cervello dei topi: il MIT trasforma la fantascienza in realtà

Le fasi dell’esperimento (Evan Wondolowski/Collective Next)
Ricordate Inception, il pluripremiato film di Christopher Nolan in cui Leonardo Di Caprio prova ad impiantare un ricordo nella mente di un uomo d’affari? Fantascienza nella sua forma più raffinata: eppure oggi rischia di diventare realtà, grazie a degli studi condotti al MIT (Massachusetts Institute of Technology) dal dr. Susumu Tonegawa e dalla sua equipe. 
Gli scienziati hanno condotto un test su un gruppo di topi, mettendoli in un ambiente A e permettendogli di esplorarlo liberamente. Mentre i topi creavano un ricordo di quell’ambiente, gli studiosi hanno marcato i neuroni usati dagli animali nel processo di memorizzazione. Il secondo giorno i topi sono stati trasferiti in un ambiente B, totalmente diverso dal precedente, ed è stata loro somministrata una scossa elettrica. Tramite un segnale luminoso, la scossa elettrica (e il dolore ad esso connessa) è stata collegata ai neuroni precedentemente marcati, e dunque al ricordo dell’ambiente A. 
Successivamente i topi sono stati nuovamente spostati nell’ambiente A, e la reazione è stata sorprendente: gli animali erano letteralmente paralizzati dalla paura, nonostante non avessero mai vissuto esperienze traumatiche in quella zona. Gli scienziati sono convinti che il medesimo “innesto” possa essere riprodotto nella mente dell’uomo, dotata di un processo di memorizzazione molto simile a quello dei topi. Tuttavia, la natura ben più complessa dei ricordi umani fa pensare agli studiosi che sia ancora necessario molto tempo per arrivare ad un risultato del genere. 
Gli scienziati sono coscienti delle implicazioni etiche di questi esperimenti, e sanno dunque di dover agire con la massima cautela: queste nuove scoperte potrebbero rivelarsi molto pericolose, ma allo stesso tempo utili per comprendere meglio la memoria umana, e la formazione (spontanea) dei falsi ricordi nell’uomo. Lo studio potrebbe persino dare agli scienziati la possibilità di “espiantare” i falsi ricordi spiacevoli – come quelli relativi a presunte vite passate, a rapimenti alieni, o ad abusi subiti da bambini – dall’uomo e, più in generale, fornire nuove informazioni sulle modalità di funzionamento del nostro cervello.

Giovanni Zagarella

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