Nibali, che impresa! Vince nella bufera e fa suo il Giro

Una vittoria annunciata, un trionfo splendido, una corsa mai in discussione. Mai come oggi Vincenzo Nibali ha dimostrato al mondo che è, senza alcun dubbio, uno dei ciclisti più forti al mondo. Il messinese dell’Astana, leader del Giro, ha staccato tutti i rivali con uno scatto bruciante a 3 km dal proibitivo arrivo alle Tre Cime di Lavaredo, arrivando da solo sotto la neve e sciogliendosi in un pianto che sa, finalmente, di ciclismo pulito. 
La Tappa

Una giornata durissima per i corridori, aggravata dal peso del caso Di Luca, inchiodato per doping. Nonostante la leadership di Nibali non fosse in discussione, molte erano le situazioni ancora pendenti nel gruppo, in particolare la lotta tra Evans e Rigoberto Uran per il 2° posto, con Michele Scarponi pronto a inserirsi, e la maglia rossa (classifica a punti) ancora in discussione. Partiti col sole, i corridori del gruppo subiscono il primo attacco dopo circa 30 km: un gruppetto di 5, tra cui Popovych (3° al Giro 2003), scatta fino a raggiungere un vantaggio di 7′ 54”. La fuga avrebbe ottime possibilità di arrivare in fondo, in una giornata in cui i migliori sembrano stare attenti più che altro a marcarsi a vicenda, ma gli uomini di Uran decidono di iniziare a tirare. Superato il leggendario passo delle Tre Croci, il gruppo riaggancia e supera i fuggitivi, affrontando la salita alle Tre Cime (16% di pendenza) per circa 7 km in una bufera di neve senza precedenti. Ed è qui che Vincenzino, lo Squalo dello Stretto, decide che è l’ora di chiudere la bocca di chi parla male di questo splendido sport: scatta lì dove la pendenza è più elevata e fa il vuoto. Il gruppo dei colombiani prova a seguirlo a ruota, ma né Uran né Betancur né Duarte hanno la gamba per riprendere lo “Squalo dello Stretto, né tantomeno Cadel Evans, andato pesantemente in crisi e giunto al traguardo con 1’30” di ritardo. Ma lì, in 3 km che ci hanno tenuto col fiato sospeso, da solo contro gli dei della montagna, Vincenzo combatteva la sua personale battaglia. Vinta, stravinta, come un Giro che resterà nella leggenda.
Dedicato a…

La commovente immagine all’arrivo dice tutto di questo ragazzo: si leva il guanto (a -5°!) bacia la fede, taglia il traguardo e dedica la vittoria a sua moglie Rachele. Il campionissimo poi cede ai fotografi, alla gloria, mentre si sprecano lodi e paragoni. Il Giro ha trovato un nuovo eroe: Vincenzo da Messina. 

Roberto Saglimbeni

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