XXIII Congresso Mondiale della Filosofia ad Atene: quale location migliore?

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Con Talete di Mileto, nel VII-VI secolo a.C., secondo una tradizione aristotelica, iniziò l’indagine filosofica: il termine filosofia deriva dall’unione del verbo greco philèin (amare) e dal sostantivo sophìa (sapienza). “Amare la sapienza”. Staccandosi dalle credenze religiose e dai miti, l’uomo indaga sulla natura e sulla vita contando sulla propria sophìa. Per molti secoli, da Talete in poi, la filosofia è stata campo prettamente greco (o di zone strettamente collegate alla Grecia): basti pensare che Socrate, Platone ed Aristotele nacquero o operarono ad Atene. Ed è proprio in questa città, culla della civiltà occidentale, che si sta svolgendo il XXIII Congresso Mondiale della Filosofia. 
Oggi, come sappiamo, Atene non è più fulgida città sede della cultura e dell’arte, bensì teatro di decadimento, scontri, crisi, disperazione. Molti vorrebbero addirittura escludere la Grecia dall’Europa: ma cos’è l’Europa se non la figlia della Grecia? William McBride, presidente della Federazione Internazionale delle Società di Filosofia, pone sapientemente l’accento su questa questione: “Un’Europa forte dovrà ripensare quale sia il significato dell’identità europea“.
È proprio per riflettere su cosa significhi essere europei e sul ruolo della Grecia che il Congresso ha sede in Atene: location più che azzeccata in questo determinato momento storico in cui, più che guardare al valore di un popolo e al suo apporto, ci si concentra sulla sua situazione economica. Il tema su cui dibatteranno i pensatori di tutto il mondo è: “la filosofia come ricerca e scelta di vita“. 2400 anni sono passati dalla fondazione dell’Accademia di Platone: è davvero cosa vecchia e ininfluente o l’intera Europa, anche oggi, deve qualcosa al pensiero greco?
Giulia Bitto
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