La fotografia di Fabrizio Ferri

Fabrizio Ferri, nato a Roma nel 1952, inizia la sua carriera come fotogiornalista nel 1970, mostrando la vita politica italiana. Spostando il suo interesse poi verso il mondo della moda, vive per un breve periodo a Londra nel 1974 e, nell’anno successivo vola alla volta di New York, diventando presto uno dei più acclamati fotografi, lavora per le maggiori riviste di moda come Vanity Fair, Vogue, Harper’s Bazaar, Elle, Marie Claire, Interview, GQ, Esquire.
Acclamato a livello internazionale per la sua visione sofisticata ma al tempo stesso pura, ritrae moltissimi personaggi famosi come Isabella Rossellini, Elena Rossellini, Sofia Loren, Pavarotti, Sting, Madonna, Roland Petit, Monica Bellucci, Naomi Campbell, Charlize Theron, Julia Roberts, Beyoncè, Susan Sarandon, Jessica Lange, Willem Dafoe e molti altri.

Autore inoltre, di lavori per grandi marche e corporazioni come Bulgari, Dolce & Gabbana, Gucci, Ferragamo, McDonald’s e L’Oreal.
Le opere fotografiche di Ferri sono state pubblicate in diversi libri: Open Eyed (1989), Acqua (1993), Aria (1996). Nel 2004 presenta a Roma Forma I-II (Nudi di Architettura e Design), un’esibizione e due libri che mostrano, nelle fotografie presentate, tutta la sua razionalità di artista italiano. Nel 2005 pubblica Fontane Romane.
Come regista Ferri gira Acqua (1993), Aria (1996), i premiati Prelude (1997) e Carmen (1998) e Passage (2013).

Per la sua pragmatica creatività e l’ampia visione del mondo, Fabrizio Ferri incarna il prototipo contemporaneo di “Uomo del Rinascimento”.

Nel 1983 fonda a Milano “Industria Superstudio”, aprendone poi una sede gemella a New York nel 1991. Con studi polifunzionali e dipartimenti di ricerca, “Industria” rappresenta la prima struttura dedicata al panorama fotografico a 360° ed è anche il nome del suo marchio di moda, con produzione e distribuzione dal 1998. Inoltre Air Industria è una compagnia aerea attiva in Italia dal 2001.

Nel 1997 fonda a Milano “L’Università dell’immagine“, il primo istituto incentrato su processi di sviluppo creativi e sinestetici.
Compositore raffinato ha ideato e scritto la sceneggiatura e le musiche di “Anima“, curandone lui stesso il set fotografico. Successivamente si occupò della parte musicale di “Passage“, il suo cortometraggio mostrato al “Venice International film festival” nel 2013 e di “The Piano Upstairs“, l’opera teatrale di danza mostrata in anteprima al “Festival dei Due Mondi” di Spoleto nel 2013.

Come scrittore ha realizzato “Discrete avventure di Vito Zuccheretti, un uomo ordinario” pubblicato nel 1992.
“My Eye” sarà la sua prima opera retrospettiva, in programma all’Ara Pacis di Roma nell’autunno del 2014.

Ferri ha vissuto alcuni anni a Milano, prima di trasferirsi a New York dove attualmente vive e lavora.

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Il fotografo Mario De Biasi, uno dei padri del fotogiornalismo Italiano

Questo articolo fa parte della Rubrica dedicata alla Fotografia

Mario De Biasi, uno dei padri del fotogiornalismo italiano, si è spento ieri (27 maggio) a Milano.

Dopo aver letto la sua biografia, a fine articolo trovate una bellissima intervista (documentario) a Mario De Biasi realizzata da Virginia Zullo.
Fotografo polivalente, dopo la giovinezza trascorsa a Belluno si trasferisce a Milano; con la rivista Epoca nel 1953 ha iniziato la propria carriera in veste di fotoreporter, durata fino agli anni ’80. Durante questo trentennio ha effettuato reportages da diversi paesi. Tra questi si ricordano quello sulla rivolta d’Ungheria del 1956, le immagini della New York negli anni Cinquanta e ritratti come quelli di Marlene Dietrich, Brigitte Bardot e Sofia Loren.
Ha esposto nella mostra “The Italian Metamorphosis, 1943-1968” e una sua opera è stata utilizzata come manifesto ufficiale della manifestazione; nel 1994 la sua foto “Gli italiani si voltano” (in cui è ritratta, di spalle, una giovane Moira Orfei) è stata esposta al museo Guggenheim di New York.

De Biasi si è occupato prevalentemente di cinema, architettura e natura, ha tenuto negli anni mostre e workshop. Diversi libri ha pubblicato e ne ha ricevuto premi e riconoscimenti (fra questi, il Premio Saint Vincent per il Giornalismo, nel 1982 e, nel 2003, il titolo di Maestro della Fotografia Italiana, massima onorificenza della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (che, lo stesso anno, gli ha dedicato una monografia). Il 7 dicembre 2006, su proposta dell’Assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, il Comune di Milano gli conferisce la sua massima onorificenza, l’Ambrogino d’oro, con la seguente motivazione: “Bellunese di nascita, ma vissuto quasi sempre a Milano, Mario De Biasi è uno dei decani del fotogiornalismo italiano. Quando inizia la sua ‘ricognizione’ fotografica nella Milano del Dopoguerra è capace di far comprendere l’evoluzione dei costumi e il dinamismo della metropoli. Con le sue immagini offre una chiave di lettura di una città che in quasi sessant’anni subisce trasformazioni tanto significative da renderla spesso irriconoscibile. Da autentico milanese d’importazione, De Biasi, amando profondamente la nostra città, ha saputo interpretare ogni suo piccolo mutamento, ogni magico istante, tutte le realtà più genuine e le luci di una Milano che non ha età.
Nel 2007 queste immagini furono esposte e nacque Forma – Centro Internazionale della Fotografia di Milano – la mostra Racconti d’acqua e di vita – Fotografie di Mario De Biasi dal 1948 ad oggi.
Si spegne il 27 maggio 2013 all’età di 89 anni, nella clinica milanese in cui era in cura già da tempo. Proprio poche settimane prima in occasione del Photoshow 2013 di Milano gli era stato dedicato il “Premio alla Carriera” per la sua capacità di raccontare i grandi eventi, ma anche per la sensibilità e la delicatezza con cui si è sempre accostato alle piccole realtà che ha incrociato nel suo cammino.

BLOW UP – MARIO DE BIASI – prima parte

BLOW UP – MARIO DE BIASI – seconda parte