Inchiesta Ilva, Nichi Vendola tra i cinquantatré indagati dalla Procura di Taranto

La procura di Taranto ha inviato oggi cinquantatré avvisi di garanzia relativi all’inchiesta sull’Ilva: fra gli indagati anche Nichi Vendola, governatore della Puglia e presidente di Sinistra Ecologia e Libertà, accusato di concussione ai danni del dg di Arpa Puglia, Giorgio Assennato. La procura sta indagando anche su diversi assessori del governo Vendola, sui vertici dell’Ilva ma anche sul sindaco di Taranto, su molti funzionari locali e persino su un sacerdote. 
Gli investigatori sospettano l’esistenza di un vero e proprio apparato politico e amministrativo al servizio dell’Ilva: un losco giro di affari che proteggeva il grande complesso siderurgico dalle influenze esterne e dalla legge. Le accuse rivolte al governatore Vendola riguardano il “mancato rinnovo nell’incarico, in scadenza nel febbraio 2011” a Giorgio Assennato, reo di non aver “ammorbidito” il proprio atteggiamento nei confronti dell’Ilva. Di favoreggiamento nei confronti di Vendola dovranno rispondere l’ex assessore alle politiche giovanili Nicola Fratoianni, l’ex magistrato Lorenzo Nicastro e lo stesso Assennato. 
Secondo gli investigatori, un ruolo di primissimo piano lo avrebbe avuto Girolamo Archinà, ex responsabile dei rapporti istituzionali dell’Ilva, che avrebbe curato la fitta ragnatela di relazioni politiche al fine di permettere al complesso industriale di continuare a produrre ed inquinare. Archinà avrebbe corrotto numerosi politici e giornalisti, ma anche semplici funzionari statali. Numerosi nomi dell’ambiente politico pugliese, come il consigliere PD Donato Pentassuglia, sono accusati di favoreggiamento nei confronti di Archinà.

Giovanni Zagarella

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