Ucraina: un migliaio di manifestanti blocca l’accesso della sede del governo a Kiev

Stoyan Nenov, Reuters
Questa mattina alle 9:30 (orario ucraino) circa mille persone si sono radunate nelle strade attorno all’edificio del governo con lo scopo di impedire l’accesso ai membri dell’esecutivo. Proprio ieri altri manifestanti avevano occupato la sede del municipio di Kiev, la capitale dell’Ucraina. 
Questi due atti di protesta sono solo gli ultimi di una settimana caldissima per il governo di Viktor Janukovyc che sta per dichiarare lo stato di emergenza. L’esecutivo ha dovuto affrontare le manifestazioni pacifiche dell’opposizione e la più agguerrita ribellione di quasi 200mila persone che si sono riunite spontaneamente nel centro di Kiev, precisamente in Piazza Indipendenza. 
I motivi di queste ampie forme di dissenso sono dati dalla decisione dell’esecutivo filo-russo di Janukovyc di rinunciare alla firma di accordi economici e di inserimento completo nell’Unione Europea. L’incontro tra il governo di Kiev e i vertici dell’Ue si doveva tenere il 29 novembre a Vilnius, in Lituania, ma è saltato perché il presidente Janukovyc pretendeva la partecipazione di alcuni esponenti del governo di Mosca al summit. 
La risposta negativa dei leader Ue, che avevano stabilito che l’incontro fosse bilaterale, ha scatenato la furia della gente comune contro il governo. Infatti secondo gli oppositori non è più accettabile che la Russia possa esercitare questo tipo di intromissioni. 
Al grido di “l’Ucraina è l’Europa”, i manifestanti stanno invadendo le strade di Kiev dal 22 novembre. Soprattutto negli ultimi giorni ci sono stati scontri con le teste di cuoio mandate dal governo e si è arrivati ad un totale di quasi 200 feriti. 
Julija Tymoshenko
Le proteste europeiste si sono unite alle richieste di scarcerazione dell’ex premier Julija Tymoshenko, in carcere dal 2011 per abuso di potere. I suoi gravi problemi di salute non sono stati sufficienti a convincere il parlamento ucraino a votare a favore della liberazione. A determinare l’esito negativo della votazione è stata la decisiva astensione del partito di Janukovyc ed è per questa ragione che l’opposizione ha rinforzato le critiche verso il suo governo. 
La battaglia sociale che si sta verificando ultimamente in Ucraina deriva dalla fondamentale divisione tra i sostenitori di un totale inserimento nell’Unione europea e chi invece si ritiene legato alla Russia. Quest’ultima ha sempre avuto un importante partenariato economico con l’Ucraina, soprattutto dal punto di vista della fornitura di gas. 
Arrivare ad un compromesso tra queste due componenti sociali appare più che necessario, in questo modo si può ritornare alla pacificazione politica che è scomparsa insieme all’arresto della Tymoshenko. La Rivoluzione arancione del 2004 non è stata dimenticata dagli ucraini, i quali sembrano pronti a riprendersi il potere come avevano fatto quasi dieci anni fa. 

Emanuele Pinna

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