Lettura e Orgasmo con il progetto "Hysterical Literature" di Clayton Cubitt

L’isteria, una serie di attacchi nevrotici intensi che si pensavano quasi esclusivamente femminili (hysteron è appunto il greco di “utero”), fu studiata intensamente dai medici dell’età vittoriana, i quali si dedicarono alla cura per mezzo di manovre che miravano alla stimolazione genitale fino al raggiungimento del “parossismo isterico“.
Clayton Cubitt, fotografo, scrittore e regista americano, nel 2012 ha dato il via ad un progetto chiamato Hysterical Literature che coinvolge l’universo intimo della donna e, appunto, la letteratura.
La sua idea consiste in una serie di video. La scena è sempre la stessa: filtro in bianco e nero e una donna che legge ad alta voce il suo libro preferito seduta ad un tavolo. Fin qui la letteratura. L’isteria, che riprende la definizione ottocentesca, viene dopo qualche minuto, quando la donna, durante la lettura, non riesce a contenersi. Sotto al tavolo, infatti, viene stimolata sessualmente con un vibratore e raggiunge l’orgasmo.
Lungi dall’essere associato alla pornografia, Cubitt realizza queste riprese bicromatiche, spoglie, quasi fotografiche, dove ciò che si vede sono soltanto il tavolo, la donna e il libro. Tutto reso il meno provocante possibile.
Prendendo in considerazione i diffusi autoscatti noti sul web come selfies, l’artista ha cercato un modo per impedire al soggetto ritratto di mantenere quella posizione. Dopo vari tentativi insoddisfacenti per la sua ricerca (come i suoi Long Portraits) ha pensato di isolare la donna in modo da evitare il più possibile ogni tipo di imbarazzo e fare in modo che tutto si svolgesse con naturalezza. In questo modo si entra nel cuore del progetto: individuare la reazione di chi guarda rispetto all’accostamento di due aree di solito così distinte come la cultura e la sessualità.
Partendo dalle selfies, passando per il rapporto delle donne con il proprio corpo e con la propria mente fino ad espandere la ricerca a chi assiste alla scena, insomma, Clayton Cubitt fa una vera e propria esplorazione antropologica. 
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Festival Internazionale del Film di Roma 2013: location firmata Piano e Hadid

Dal 2006 ogni autunno a Roma ha luogo la celebre manifestazione organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma. Dall’8 al 17 Novembre è possibile assistere, quest’anno, alla 8a edizione del Festival, che si tiene, come sempre, in una particolare location.

A disposizione del Festival: l’Auditorium Parco della Musica progettato da Renzo Piano, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Zaha Hadid, il cinema Multisala Barberini e il Villaggio del Cinema allestito accanto all’Auditorium. Del complesso architettonico dell’Auditorium di Piano, il celebre incontro di 3 grossi “scarabei” organizzato su una pianta semi-circolare, vengono utilizzate cinque sale: la Sala Santa Cecilia, la Sala Sinopoli, la Sala Petrazzi, il Teatro Studio e lo Studio 3.

Auditorium Parco della Musica, Italy (vista aerea) – www.omniaconcorsi.it
Auditorium Parco della Musica, Italy (Schizzo di progetto ©Renzo Piano) – www.fondazionerenzopiano.org

Il progetto dell’Auditorium è stato elaborato a partire dal 1994 e portato a termine nel 2002 con non poche difficoltà. Durante gli scavi del 1995 sono stati rinvenuti dei reperti archeologici databili all’intervallo di tempo compreso tra il VI sec a.C. e il III sec d.C., lasciati alla portata dei visitatori in quella parte del Parco della Musica adibita al Museo Archeologico. I tre grandi corpi, formalmente somiglianti a grossi scarabei, racchiudono nei loro gusci la Sala Santa Cecilia, la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi: luoghi separati per la musica, esternamente simili ma internamente differenti tra loro sia per le caratteristiche dimensionali, da cui dipende fortemente la gestione del suono, sia per la distribuzione funzionale e materica. Tutte e tre hanno in comune una certa flessibilità nell’utilizzo che dello spazio se ne può fare, garantendo la possibilità di utilizzarlo per concerti, per la proiezione di film, per incontri, conferenze, lanci pubblicitari, sfilate di moda, convegni innovativi e altro ancora.

Auditorium Parco della Musica, Italy (la sala Santa Cecilia) – www.omniaconcorsi.it
Auditorium Parco della Musica, Italy (la sala Sinopoli) – www.v-accordionfestival.com

I materiali che Renzo Piano utilizza per questo complesso multifunzionale sono: legno lamellare e elementi di giunzione e tiranti di acciaio per l’orditura delle grandi coperture curve delle tre Sale; legno di ciliegio americano per gestire la risonanza del suono, particolarmente problematica nel caso della più grande (troppo, forse) delle tre sale, la Santa Cecilia; laterizio per i setti murari, talvolta rivestiti in legno e tende acustiche fonoassorbenti; marmo travertino, utilizzato per i due livelli di gradoni della cavea ma anche per i pavimenti del grande foyer che collega vari ambienti; vetro e acciaio per alcune grandi facciate continue, nella zona dedicata alle esposizioni; piombo pre-ossidato per il rivestimento dei gusci; e calcestruzzo SCC per le solette delle coperture.

Auditorium Parco della Musica, Italy (disegno di progetto ©Renzo Piano) – www.fondazionerenzopiano.org
Auditorium Parco della Musica, Italy (dettaglio dei rivestimenti delle tre sale principali) – www.geometriaconstrutiva-0910.blogspot.it
Auditorium Parco della Musica, Italy (dettaglio dei rivestimenti delle tre sale principali e dell’orditura curva in legno lamellare con tiranti e controventi metallici) – www.architetturaecosostenibile.it

Lungo il grande ingresso che dalla strada porta alla Cavea è stato allestito, in occasione del Festival, uno dei Red Carpet più grandi al mondo: è lungo 60 m e copre una superficie di circa 1300 mq.

Auditorium Parco della Musica, Italy (schema distributivo delle sale) – www.bluffton.edu
Auditorium Parco della Musica, Italy (la cavea) – www.omniaconcorsi.it

Per visualizzare i disegni e i progetti dell’Archistar Renzo Piano: www.fondazionerenzopiano.org
Per un Tour Virtuale a 360° del Complesso architettonico e per conoscere le caratteristiche di tutte le altre aree del progetto: www.auditorium.com/virtualtour_2011/it 

Come già accennato, una parte del programma del Festival si tiene nel MAXXI progettato da Zaha Hadid. Il Museo di Arte Contemporanea, caratterizzato architettonicamente dalle forme sinuose che si accavallano l’una sull’altra, scelta stilistica tipica della celebre Progettista, è un luogo pluridisciplinare destinato alla sperimentazione e all’innovazione nel campo delle arti e dell’architettura. Il MAXXI ospita “CinemaXXI”, concorso cinematografico che prevede la proiezione e premiazione di documentari, lungometraggi, cortometraggi ma anche la proiezione di opere fuori concorso. Oltre che occasione per apprezzare il Cinema, il Festival di Roma è anche un momento per visitare architetture insolite. Il MAXXI di Zaha Hadid è uno di quei posti che difficilmente riusciremmo a immaginare come “corpo pesante”. La sua struttura, tutt’altro che leggera, si insedia nel paesaggio romano con una morbidezza tale da permettersi di accavallarsi su se stessa e lascia ai suoi spazi interni altrettanta sinuosità, che certamente si completa con la “messinscena” delle sue opere d’arte e dei suoi artisti, che nei grandi spazi aperti e luminosi possono esprimere la loro contemporaneità.

MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Italy – www.e-architect.co.uk
MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Italy (volume aggettante vetrato) – ©Carlo Tosti in www.panoramio.com
MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Italy (dettaglio dei volumi che si sovrappongono) – ©circech in www.panoramio.com
MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Italy (interno e artisti in scena) – ©Iwan Baan  www.architonic.com