L’edificio che diventa un grande Cubo di Rubik: quando Architettura ed Elettronica si incontrano

A Linz, in Austria, nella sede della Ars Electronica, laboratorio di sperimentazione permanente di arte e tecnologia, Javier Lloret mette in azione (nel vero senso della parola) il suo lavoro di tesi. 
Due prospetti della Ars Electronica si illuminano e subito la celebre griglia 3×3 del Cubo di Rubik è pronta per essere risolta. 
Di fronte, i passanti sono invitati a partecipare al gioco e a risolvere il rompicapo e per farlo hanno a disposizione un “controller”. 
Il cubo di Rubik bianco che fa da controller, con elementi di superficie stampati con sistema di 3D printing, comunica tramite bluetooth con un ricevitore e trasmette, passando attraverso un software, la disposizione dei colori suggerita dall’abilità logica del giocatore. Contiene, tra i vari sensori, un accelerometro, che permette, orientando a dovere il controller, di scegliere la faccia del cubo su cui disporre le tessere colorate, avendo a disposizione solo due prospetti dell’Ars Electronica
Quando il giocatore risolve il rompicapo la facciata diventa di un unico colore! 
Ecco come, con un uso semplice ma sapiente dell’elettronica, Javier Lloret trasforma il luogo privato, sede di sperimentazioni e studi, in un luogo pubblico di grande effetto, regalando agli abitanti della città momenti di svago e riunendoli con uno spettacolare gioco di luci.

Non è la prima volta che il giovane designer collabora nella sperimentazione di quelli che si potrebbero definire “giochi elettronici per la città”. 

Guardate cosa è riuscito a fare qualche anno fa, realizzando un “tetris umano” in piazza. 
Lummo Blocks (2010)
   
Per altre informazioni sui lavori e le idee di Javier Lloret & co.: 
Fonti: