The Carrie Diaries 2 – Recensione Telefilm

Prima del sesso, prima della City c’erano gli anni 80, quando Madonna era giovane davvero, le bombolette di lacca inquinavano più dell’Ilva di Taranto, Reagan e la Thatcher giocavano a Risiko sul tabellone del mondo e in TV c’erano i cartoni giapponesi belli. Lontana da essere la controfigura della Mummia, la modaiola Carrie Bradshaw continua a renderci partecipi della sua adolescenza fuori dal comune, muovendosi con disinvoltura tra la sua doppia vita di studentessa e stagista di una glamourosissima rivista di moda, trovando anche il tempo di concedersi qualche (neanche troppo) dramma amoroso adolescenziale e di farci credere che negli anni 80 ci si vestisse bene.


Indovinate un po’ chi è

Attorno alla protagonista continua a ruotare la galassia di comprimari a cui ci eravamo affezionati nella prima serie, dalla nevrotica Mouse alla folle Larissa, passando per il ragazzo dei sogni più una new entry attesissima dai fan di Sex and the City (nella speranza che sia seguita anche dalle altre due).

Attraverso le loro vicende continuerà il viaggio archeologico nella vita degli adolescenti del decennio degli yuppies (quelli senza telefonino e internet), riprendendo le vicende della serie passata ed esplorando tematiche anche serie con leggerezza, ma senza troppa superficialità.
Tirando le somme, The Carrie Diaries è un fotoromanzo patinato e glamour, che gioca sull’effetto nostalgia, condito di moda e musica, restando comunque un intrattenimento piacevole e leggero, che in più riesce anche a farti affezionare ai personaggi, che hanno il pregio di non essere delle anonime figurine sbiadite in vestiti griffati o degli insopportabili cliché da teen drama (anche perché da teen drama la serie ci è solo travestita). Consigliato ai fan di Sex and the City, degli anni 80 ed agli adolescenti vecchi e nuovi.
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