Maison Trois Garçons: un LifeStyle Cafè a Londra

A Londra, nella nota area di Brick Lane e a pochi metri dalla stazione di Shoreditch Highstreet dell’EastEnd londinese, spiccano gli interventi di Les Trois Garçons: Hassan Abdullah, Michel Lasserre e Stefan Karlson ( http://www.lestroisgarcons.com/ ).
http://www.homesandproperty.co.uk/
Il primo intervento del trio è su Bethnal Green, un elegante e sfarzoso ristorante al quale hanno dato il proprio nome, mentre il secondo straordinario intervento si trova in Redchurch Street, appena girato l’angolo della strada: è “Maison trois garçons”, un luogo nel quale il rito del tè inglese è accompagnato dalla possibilità di comprare qualsiasi oggetto in esposizione, sia esso un accessorio per signora o un oggetto di arredamento come la sedia sulla quale si siede. 
Un vero e proprio LifeStyle Cafè, un luogo di vendita al dettaglio che offre qualcosa per tutti. 
L’ambiente ha una struttura scarna e il trattamento delle pareti è realizzato con mattoni a vista e legno di recupero in stile vintage industriale, il tutto per accogliere un arredamento ad effetto, colorato ed esuberante, come i lampadari a forma di palloncini che sembrano essersi bloccati sul soffitto o l’insegna luminosa del “Mago di Oz” dietro il bar, al di sotto della quale sono in vendita cuscini che ritraggono cani e gatti vestiti come Lords inglesi: i veri padroni del locale. 

Oltre ad oggetti di design contemporaneo, Les Trois Garçons hanno inserito anche qui, come nel loro ristorante omonimo, numerosi oggetti d’epoca, naturalmente anch’essi in vendita insieme a borse e vestiti alla moda.

All’ingresso bellissimi tavolini rivestiti di mattonelle portoghesi e sedie vintage, più avanti il bar e in fondo a destra il vero e proprio salone. 

http://www.weheart.co.uk
Qui si possono scegliere con estrema comodità gli oggetti da comprare durante una colazione o una cena, oppure semplicemente si può godere delle costosissime poltrone e del buon gusto del negozio. 

Il Maison Trois Garçons è stato pensato e realizzato come un salotto, un luogo accogliente che nutra corpo e spirito e a nostro parere l’intento è stato perfettamente raggiunto.
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Analogia Project: scenari immaginari con la lana

Analogia Project    www.analogiaproject.com
La Maison francese Hermès affida l’allestimento delle sue vetrine allo studio Analogia Project. Studio di Emilia Serra, architetto, e di Andrea Mancuso, designer, scoperti da Pierre Alexis Dumas, direttore artistico della maison. Entrambi di Roma, laureati alla Sapienza, e vissuti per molto tempo in Gran Bretagna, hanno sviluppato un linguaggio visivo integrando lo spazio reale con entità astratte attraverso oggetti realizzati in lana nera e fili trasparenti, creando così scenari poetici e immaginari. 
La lana: passione da sempre di Emilia Serra. 
Negozio Hermès   http://www.analogiaproject.com
Per questo progetto Emilia e Andrea hanno lavorato per settimane in un laboratorio di allestimenti a fianco di artigiani. “Il fare italiano è per noi un elemento di forte richiamo” così spiega Andrea durante un’intervista per Living. Per le vetrine: uno storyboard, dove appaiono delle sagome che rappresentano una foresta di foglie all’interno di una lightbox. Tutto si integra con gli oggetti tridimensionali di lana che disegnano presenze quotidiane: un’altalena, dei fiori, una casetta, un orologio a pendolo. 
Il progetto prende il nome di “Partie de Champagne”, un film del 1936 di Jean Renoir per il quale hanno preso spunto. Il cinema è infatti uno dei loro riferimenti, definito da Emilia Serra come luogo di attraversamento.
Negozio Hermès   http://www.analogiaproject.com
Altri progetti che hanno riguardato l’uso della lana sono : l’installazione DLF nel ristorante Sketch a Londra per il London Design Festival, qui lo studio ha deciso di rappresentare un tavolo, due sedie e un vaso in lana bianca ma tutto sottosopra. 
Nella mostra presso il negozio Le Bon Marchè, dal quale il progetto ha preso il nome, lo studio ha rappresentato con la lana le borse icona delle più importanti firme. 
Per i prossimi progetti “ Stiamo sperimentando il cemento ma non vogliamo anticipare dettagli” spiegano per Living, e concludono “….l’idea di lavorare con maestranze artigiane di grande valore ci fa pensare che le nostre creazioni non saranno solo presenze del quotidiano ma la testimonianza di una storia che sta scomparendo”. Cosi Analogia Project si presenta come uno degli studi italiani di design più interessanti sulla scena internazionale.
Ristorante Sketch Londra http://www.analogiaproject.com
Le Bon Marchè http://www.analogiaproject.com

Regno Unito: l’artista misterioso che trasforma in opere d’arte i divieti d’accesso

Da qualche tempo un artista misterioso si aggira tra Londra e St Austell, in Cornovaglia, dipingendo simpatici “stick men” sui segnali di divieto di accesso, rendendoli un po’ più accessibili a tutti. Questo fenomeno ha divertito moltissimo gli abitanti del Regno Unito che dichiarano che con quei graffiti le strade sono meno noiose e meno austere.

Nei vari divieti d’accesso gli omini compiono azioni divertenti e a volte senza senso, in uno l’omino taglia la barra bianca a metà con una sega, come fosse un falegname, in un altro invece prende la barra sotto il braccio mentre s’incammina verso la fine del segnale, come fosse pronto ad andar via da quel noioso cerchio rosso, in un altro invece l’omino abbraccia amorevolmente la barra bianca con tanto di cuoricini rossi tutti intorno.

Battersea (London)

Battersea (London)

St Agnes (Cornwall)

Battersea (London)

Nessuno sa chi sia questo strambo e misterioso artista, che ci sia lo zampino di Clet Abraham? O magari è solo opera di qualche simpatico emulatore? Per ora concediamoci il beneficio del dubbio e godiamoci il fatto che i cartelli stradali non siano ancora stati rimossi, segno positivo, dato che la street art è considerata ancora solo un inutile atto di vandalismo.

Consuelo Renzetti